Archive for novembre 2010

Dal Comitato 503360 alla Rete per la Parità

30 novembre 2010

Pubblicato il 27 novembre sul Gruppo FB “Dal Comitato 503360 alla Rete per la Parità”

Il vantaggio di FB è che anche senza spostarsi fisicamente la partecipazione è possibile a tutti. Vorrei che oltre a rispondere al Parteciperò, che prevede solo 3 secche alternative, inviaste commenti, suggerimenti e, perché no, anche critiche.

Per esempio molte e molti chiedono: ma perché un’ennesima associazione?

Vi assicuro che noi promotrici ce lo siamo chiesto, prima di imbarcarci in questa faticosa impresa, ma abbiamo ritenuto quasi un obbligo farlo.

E’ l’unico modo per mantenere in vita quanto si è sviluppato intorno alle celebrazioni dei 50 anni della sentenza della Corte Costituzionale 33/60, che hanno portato ad approfondire il tema della parità con uno sguardo ai 50 anni passati ma proiettato verso il futuro. (more…)

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Riforma elettorale: un Parlamento che traccheggia

29 novembre 2010

Un gioco delle parti in Prima Commissione Affari Costituzionali Senato. Dopo la prima seduta del 19 ottobre si è discusso  di altro: .il disegno di legge “Disposizioni in materia di sospensione del processo penale nei confronti delle alte cariche dello Stato”, (l’ennesimo provvedimento ad personam)  e subito dopo delle disposizioni finanziare.

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Forse il I Dicembre, giorno in cui di nuovo le numerose proposte di riforma sono all’ordine del giorno, http://notes9.senato.it/W3/Lavori.nsf/All/90FD8A1ABE621B05C12577E60044065B?OpenDocument si uscirà dalla schizofrenia di partiti che dichiarano pubblicamente di volere la riforma indicandola come obiettivo prioritario di un eventuale Governo di transizione e non si impegnano in Parlamento per arrivare almeno ad iniziare la discussione generale e avviare il lavoro per impegnarsi nel tentativo di un testo unificato.

Per uscire dall’ambiguità ed evitare nuovi impasse, si spera che il I dicembre almeno un gruppo formalmente faccia proprio uno dei tanti disegni presentati: infatti non si capisce finora  se qualche gruppo abbia o meno appoggiato una proposta di riforma, secondo il resoconto del 19 ottobre  più di uno, secondo il resoconto del 17 novembre  nessuno.

L’IDV, da parte  sua continua ad annunciare  una propria proposta di riforma, in aggiunta a quella generale sulle incompatibilità.

Seminari per le donne della Provincia di Roma

28 novembre 2010

A sostegno dell’occupabilità femminile. Al via iscrizioni seminari per donne

Facciata di Palazzo Valentini

Sono aperte fino al 10 dicembre le iscrizioni per i corsi della Provincia di Roma riservati a 280 donne, inoccupate/disoccupate, con un’età compresa fra i 30 e i 44 anni, che abbiano esperienze nella partecipazione a reti locali o attività di volontariato (ad esempio: comitati locali per l’ambiente, la scuola, la cittadinanza, i diritti, la sanità, il reddito, la casa, le tematiche di genere), e vogliano utilizzare queste esperienze nella ricostruzione del proprio curriculum a fini professionali.

Scopo delle 40 ore dei seminari proposti è infatti quello di aumentare nelle partecipanti la consapevolezza delle difficoltà che possono incontrare nell’accesso al mercato del lavoro e suggerire allo stesso tempo strategie di inserimento che facciano leva sulle loro specificità di genere e i loro profili. Gli strumenti messi a disposizione all’interno dei seminari sono di carattere informativo e di sensibilizzazione circa networking e reti sociali, Information Communication Technology, valorizzazione delle competenze di genere, scrittura del CV, e caratteristiche del mercato del lavoro locale. (more…)

25 novembre Giornata mondiale contro la violenza sulle donne

25 novembre 2010

·         L’intervista a Susanna Camusso, segretario CGIL

·         L’intervista alla presidente di Telefono Rosa

Altri video

Associate

·         Carfagna, piano nazionale da 20 milioni di euro

·         Hunziker, non abbiate paura, denunciate

 

Oggi si celebra la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

CARFAGNA E BONINO CONTRO MUTILAZIONI GENITALI – Una firma “bipartisan” contro le Mutilazioni genitali femminili: Mara Carfagna ed Emma Bonino hanno firmato stamani, a Palazzo Chigi, il petalo rosa simbolo della campagna mondiale contro le Mgf promossa in Italia da Aidos e Amnesty International. Una campagna, ha sottolineato la presidente di Aidos Daniela Colombo, che ha l’obiettivo di raccogliere 8.000 firme al giorno, perché tante sono nel mondo le bambine che in media rischiano di subire mutilazioni dei genitali, circa 3 milioni all’anno. In Europa sono 500mila le donne che hanno subito una qualche forma di mutilazione genitale, e sono 38.000 le donne straniere residenti in Italia e con regolare permesso di soggiorno (quindi il dato è sottostimato) che nel loro Paese hanno subito questa violenza. Circa mille le bambine straniere che vivono nel nostro Paese che sono a rischio di subire una qualche forma di mutilazione genitale. (more…)

Nasce la Rete per la Parità

24 novembre 2010

 

 

Invito a partecipare, eventualmente anche in veste di osservatori, all’Assemblea fondativa che avrà luogo mercoledì I dicembre, ore 18-20, con cena facoltativa a seguire (da prenotare entro venerdì 26 novembre ore 12), in Roma – Viale dell’Università 20, 00185 presso la Casa dell’Aviatore – Circolo Ufficiali.

A cinquant’anni dalla sentenza n.33 del 1960 della Corte Costituzionale, che abolì le più gravi discriminazioni per l’accesso alle carriere pubbliche, il cammino verso la Parità non è ancora compiuto, come dimostrano le disuguaglianze nelle carriere e nelle retribuzioni, per non parlare della scarsa presenza di donne nelle Assemblee elettive. (more…)

A Grosseto il codice rosa per il triage nel pronto soccorso: una buona pratica da diffondere

24 novembre 2010

Ecco una concreta iniziativa contro la violenza sulle donne:

SANITA’
Per le! vittime di violenza il codice è rosa
Esperimento a Grosseto, a Dire & Fare i primi risultati di Lucia Zambelli

Per le vittime di violenza, un “percorso rosa”, che garantisce la massima tutela, e un “codice rosa”, che si aggiunge ai normali codici di triage del pronto soccorso (rosso, giallo, verde, azzurro e bianco) e consente l’immediata attivazione di un’apposita task force composta da magistrati e personale sanitario.
A 10 mesi dal protocollo siglato tra la Asl 9 e la Procura della Repubblica di Grosseto, i risultati dell’attività sono stati presentati a “Dire & Fare”.
L’esperienza avviata a Grosseto, tra le prime sul territorio nazionale, (more…)

Aspettare le amministrative della primavera 2011

21 novembre 2010

L’attenzione in questi giorni è concentrata soprattutto sulla crisi del Governo nazionale: l’ultima notizia eclatante le minacce di dimissioni della ministra Carfagna per attacchi contro di lei derivanti dalle sue posizioni contro speculazioni sugli inceneritori in Campania. Eppure è già in atto il percorso verso le amministrative di primavera, che riguardano anche grandi città, come Milano e Napoli. Inizia il periodo più delicato della campagna elettorale, (solo formalmente limitata ai 30 giorni che precedono le elezioni), l’individuazione delle candidature “forti”. Ci auguriamo che per dar forza alla coalizione tra queste ci siano tante donne. E che i programmi siano attraversati dalle “politiche di genere”.

Ci è arrivata da più parti la richiesta di realizzare, in occasione delle campagne elettorali per le prossime elezioni amministrative, un seguito alla sperimentazione realizzata con successo da Aspettare stanca negli anni 2007-2008.

Si è trattato del progetto sperimentale “Partecipazione: sostantivo di genere femminile”, pubblicato in . http://www.aspettarestanca.it/partecipazione/hp.htm.

Ci stiamo attivando al riguardo, anche per aggiornamenti e rielaborazioni, sulla base delle successive esperienze. Chi fosse interessato può contattarci.

Intanto diramiamo le prime notizie utili (more…)

Assemblea fondativa della Rete per la Parità

20 novembre 2010

Perché una Rete per la Parità

Sviluppare consapevolezza, costruire insieme i prossimi 50 anni Ancora oggi poche sono le donne in Parlamento e in tutte le assemblee elettive, Giunte regionali e comunali composte di soli uomini o con un’unica donna sopravvivono, a volte anche nonostante ricorsi al TAR, sulla base di una pretesa programmaticità del dettato costituzionale, invocata anche nei primi anni dopo l’entrata in vigore della Costituzione; ancora gli incarichi in aziende pubbliche e private sono quasi un monopolio maschile, e nel lavoro i dati statistici dimostrano che le donne italiane sono sotto occupate, sotto pagate e solo poche raggiungono gli apici delle carriere pubbliche e private. Fenomeni inaccettabili in un paese civile e preoccupanti per i loro riflessi per l’economia nazionale e per la denatalità, ormai fenomeno costante da vari anni in Italia. I risultati finora ottenuti, importanti, ma non ancora sufficienti, frutto di anni di impegno delle donne italiane e del mondo in questi ultimi 50 anni, devono costituire un trampolino di lancio per le giovani generazioni. A quasi tutte le ragazze e i ragazzi manca la consapevolezza dei lunghi tempi e dei tanti sforzi individuali e collettivi che sono stati necessari per ottenere la situazione di oggi, così che non sanno neanche di dover temere che quanto a loro sembra scontato possa essere perduto. La Rete per la Parità, in collaborazione con le tante associazioni di donne e le studiose e gli studiosi che nel corso di questi 50 anni hanno portato ad un ricco patrimonio di conoscenza e riflessione, approfondito grazie anche al Comitato 503360 costituitosi per le celebrazioni di una lontana sentenza del 1960, vuole trasferire alle giovani donne e ai giovani uomini la consapevolezza indispensabile per superare indifferenza, critiche superficiali e condizionamenti ed impegnarsi insieme, donne e uomini, giovani e meno giovani, per un obiettivo comune: la democrazia paritaria. Non un’oligarchia femminile da sostituire all’attuale oligarchia maschile, ma il “cinquanta e cinquanta”, garanzia per le donne e per gli uomini:una battaglia di democrazia, nel nome dell’eliminazione delle “pareti di cristallo”, che ostacolano chi più merita e chi è portatore di valori a tutela degli interessi collettivi, le donne, ma anche i giovani di entrambi i sessi, con le giovani donne doppiamente penalizzate

Rosa Oliva http://www.comitato503360.org e su FB “Gruppo Comitato 503360”

Per un sistema di regole elettorali women friendly (qualsiasi sia il sistema elettorale di riferimento)

2 novembre 2010

Documento di lavoro della Rete per la doppia preferenza di genere

PREMESSA

Il problema della sottorappresentazione delle donne nei luoghi decisionali della politica richiede un intervento normativo urgente e correttivi efficaci. La situazione italiana mette in evidenza il persistere di una condizione di disparità politica sulla base del genere, che può essere considerato come uno degli indicatori di un basso tasso di democraticità del nostro sistema. La questione non si limita ai dati quantitativi, ma investe la concreta possibilità per una delle componenti della società  di incidere sui processi decisionali e di “fare” le politiche. Per il pieno esercizio dei diritti politici, in particolare del diritto elettorale passivo limitato di fatto per le donne, risultano essere fondamentali le modalità di accesso agli organi elettivi ed in particolare i meccanismi di formazione e selezione della rappresentanza e della leadership. La necessità improcrastinabile di risolvere la disuguaglianza rende il dibattito sulle azioni positive in materia elettorale un elemento centrale della riflessione politica sulla democrazia paritaria.

Il ventaglio delle possibili soluzioni è ampio e la scelta non può prescindere dal sistema elettorale di riferimento, ma qualsiasi soluzione dovrebbe essere accompagnata anche da un mutamento culturale, sulla base di un processo di democratizzazione dei partiti politici e della volontà di autovincolo e autoriforma degli stessi.

L’adozione di misure legislative ad hoc e la scelta autonoma di autoriforma dei partiti non sono antitetiche, anzi, la loro convergenza potrebbe amplificare l’efficacia dell’intervento. L’auspicio è che la questione venga assunta come una delle priorità dell’agenda politica, poiché un intervento normativo, nella condizione attuale, non è più rinviabile per realizzare una piena e matura democrazia.

Le proposte che si intendono avanzare, a nostro parere le più funzionali al raggiungimento di una effettiva democrazia paritaria, sono in coerenza con il dettato costituzionale (artt. 3, 51 e 117 Cost.) e con la Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione  Europea divenuta vincolante per gli stati con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona (Art. 23), che meglio esplicitando quanto già presente nei richiamati articoli ha previsto che “la parità tra uomini e donne deve essere assicurata in tutti i campi….Il principio di parità non osta al mantenimento o all’adozione di misure che prevedano vantaggi specifici per il sesso sottorappresentato”.

Le proposte di intervento normativo, che intendono coniugare il tema della democrazia paritaria al tema altrettanto urgente del rinnovamento della politica, si articolano in tre ambiti:

1. il sistema elettorale

2. la selezione delle candidature

3. misure di sostegno alle candidate

  1. SISTEMA ELETTORALE: i meccanismi di azioni positive

Indipendentemente dal sistema elettorale di riferimento, deve essere inserita nella legge elettorale (ai diversi livelli) una norma di garanzia per la rappresentanza equilibrata dei sessi, che risponda al principio di rappresentanza paritaria, rafforzata dalla previsione di inammissibilità della lista nel caso di inosservanza. (more…)

La Riforma elettorale in Parlamento La parità di accesso alle cariche elettive rispetta la Costituzione e fa bene alla democrazia

1 novembre 2010

Il 19 ottobre ha segnato  l’avvio, presso la I Commissione del Senato, della riforma elettorale in Parlamento, non approvata nella precedente Legislatura e apre prospettive per restituire il diritto di voto alle elettrici e agli elettori. Una riforma che già all’epoca era ritenuta necessaria dallo stesso Senatore Roberto Calderoli, padre dell’attuale legge elettorale, che presentò il DDL 1392 per il ritorno al mattarellum, per venire incontro, a suo stesso dire, ad una richiesta fortemente diffusa.

Prescindendo dal significato politico collegato alla scelta del Senato, va sottolineato che questo ramo del Parlamento, investito in prima battuta della materia anche nella precedente Legislatura, aveva già iniziato in quella corrente a farsene carico mediante le audizioni, avvenute il 10 giugno 2009, dei rappresentanti dei proponenti i due disegni di legge d’iniziativa popolare in materia elettorale.[1]

E’ opportuno soffermarsi dapprima, e non solo per il rispetto dell’ordine cronologico, sul DDL n. 2, [2] rinviando ad un successivo approfondimento le questioni affrontate nel secondo disegno di legge d’iniziativa popolare, il n. 3.[3].

Il Disegno di Legge d’iniziativa popolare n.2. porta in Parlamento le Norme di democrazia paritaria per le assemblee elettive, proposte con la Campagna «50E50 ovunque si decide» promossa da UDI – Unione donne in Italia (già UDI – Unione donne italiane), associazione politico-culturale operante in Italia dal 1945.L’obiettivo della Campagna è stato la promozione e il riconoscimento della presenza paritaria di entrambi i sessi in ogni luogo decisionale, quale presupposto e condizione di democrazia compiuta.

Finalmente, quindi, questa volta non sarà necessario, come avvenne nella scorsa Legislatura, premere per evitare che sia rinviato ad un momento successivo l’esame delle proposte riguardanti le norme di garanzia sulla rappresentanza di genere (6 su un totale di 26).

Per quanto riguarda, invece, il confronto sulla riforma elettorale in atto da tempo dentro e tra le forze politiche si è discusso dei vari sistemi trascurando che ci troviamo con un Parlamento nel quale le donne sono presenti ancora in numero esiguo, (ben lontano dalla massa critica minima del 30%, mentre il corpo elettorale è composto per la maggior parte di donne) e dimenticando che l’articolo 51 della Costituzione prevede appositi provvedimenti della Repubblica per promuovere pari opportunità tra donne e uomini per l’accesso in condizioni di uguaglianza agli uffici pubblici e alle cariche elettive.

Per essere benevoli si potrebbe dire che le posizioni attribuibili all’uno o all’altro partito riguardano ipotesi ancora di larga massima, che non arrivano al livello di approfondimento che comporterà, necessariamente, l’esame della rappresentanza di genere.

Ci auguriamo che al più presto i vertici dei partiti, anche se composti in maniera massiccia da uomini, si rendano conto che in una delicata fase della nostra democrazia, (connotata da perdita di credibilità dei partiti e delle stesse istituzioni) farsi  carico della questione delle norme di garanzia per la rappresentanza di genere, presenta perlomeno per il vantaggio di poterla utilizzare per evitare ulteriori perdite nell’elettorato femminile e recuperare parte dell’astensionismo dilagante sia tra le donne che tra gli uomini.

La “Rete per la doppia preferenza di genere” ha predisposto un documento “per un sistema elettorale women friendly”, che illustra i meccanismi di azioni positive (qualunque sia il sistema elettorale di riferimento), propone misure di sostegno alle candidate e la cosiddetta “par condicio di genere”per la parità nell’accesso ai mezzi di informazione. Il documento propone, inoltre, criteri per la selezione delle candidature e il divieto di candidature multiple, meccanismi che, se applicati alle candidature di uomini e donne, ridurrebbero alcune delle cause che hanno nel tempo consolidato una dannosa oligarchia maschile nelle assemblee elettive.

Per approfondire le proposte della “Rete per la doppia preferenza di genere”, ci sembra utile esaminare le varie ipotesi di riforma delle quali si discute.

Molte le proposte presentate in Parlamento. Iniziamo dal maggioritario uninominale a doppio turno, per il quale si è espresso, in sede di assemblea nazionale,  anche il maggior partito di opposizione: il PD. (more…)