Global Media Monitoring Project 2010: alcuni primi risultati

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Aspettare stanca, attraverso la partecipazione attiva della vice presidente e di altre socie, nonché la diffusione dei risultati, contribuisce al Global Media Monitoring Project 2010. Ecco alcuni primi risultati :

Serena Dinelli, vicepresidente di Aspettare stanca.

Gli Organismi che hanno promosso e coordinato il GMMP 2010 hanno elaborato i primi dati globali. Essi sono stati presentati a New York nel corso del seminario organizzato allo scopo da WACC e UNIFEM. Claudia Padovani, che insieme a Monia Azzalini ha coordinato l’azione in Italia, ha inviato le notizie a tutta la rete italiana coinvolta, la ringraziamo e condividiamo ben volentieri con le frequentatrici del nostro sito. Com’è noto, il 10 novembre 2009 osservatrici/osservatori in 130 paesi del mondo hanno analizzato come i media rappresentavano le donne e il genere nei notiziari. I tre precedenti Rapporti del 1995, 2000 e 2005 avevano evidenziato che le donne non solo sono grandemente sotto- rappresentate, ma anche poco considerate come fonte di opinioni e punti di vista. Di qui una informazione sul mondo in cui le donne sono largamente assenti e in cui prevale una visione maschile delle cose. Ecco ora alcuni elementi emersi dalle prime elaborazione del GMMP 2010. I risultati considerati nel Report preliminare riguardano solo 42 paesi in cinque continenti, esclusa l’America del Nord e escluse le news su Internet. Il Rapporto completo uscirà a Settembre. I dati che seguono sono relativi a 6,902 items/notizia e a 14,044 soggetti/notizia, incluse le persone intervistate nei notiziari. Rappresentazione. ?? Il 24 % delle persone intervistate, ascoltate, viste o lette nei notiziari radio TV e nei giornali sono donne. C’è dunque un cambiamento significativo rispetto al 1995, quando eravamo solo al 17 %, e al 21 % del 2005. Il ritmo di crescita è tuttavia ancora lento e ci sono limiti anche di tipo: mentre in tematiche come “scienza e salute” siamo ormai al 37 % di presenze femminili, nelle notizie principali le percentuali sono ben minori (2005 economia 20 %, 2010 21%; politica e governo 2005 14 %, 2010 18 %). Inoltre parte dell’incremento vede le donne più presenti come “persone comuni che dicono la loro” e molto meno come esperte. ?? Solo il 16 % di tutte le storie è focalizzata specificamente sulle donne(eravamo al 10 % nel 2005). Inoltre nell’area politica/governo si passa dall’8% al 18 %nel 2010, in area economica dal 3 % al 7 %). Una quasi parità è stata raggiunta nella categoria delle “persone comuni che dicono la loro” (47 % donne, 53 % uomini). Le donne sono invece tuttora sotto-rappresentante come esperte. Meno di un esperto su 5 intervistato è donna. Gli uomini sono l’83 % degli esperti/autorità e l’82 % dei portavoce. ?? L’analisi della copertura mediatica di temi legati alla Piattaforma d’azione di Pechino rivela che questi temi ricevono meno dell’1.5 % di attenzione(temi: violenza di genere, partecipazione economica, povertà, pace, partecipazione politica delle donne). La radio è il medium che presta meno attenzione, la stampa quello che ne presta di più. Chi rilascia le notizie. ?? Globalmente, le notizie proposte da reporters donna sono molte meno di quelle proposte da uomini. In radio la percentuale è addirittura scesa dal 45 % (2005) al 27 % (2010). In TV c’è stato un piccolo incremento (2005 42 %, 2010 44 %), meglio nella stampa (dal 29 % del 2005 al 35 % del 2010). ?? Se la reporter è donna la probabilità che la notizia sia trattata in un modo che sfida gli stereotipi di genere si raddoppia: ciò avviene infatti solo nel 6 % delle news proposte da uomini, e nell’ 11% dei casi se la reporter è donna. ?? Le notizie provenienti da reporters donna hanno più spesso le donne come soggetti: ciò avviene nel 19 % dei casi con giornalisti uomini e nel 25 % dei casi se chi dà la notizia è una donna. Pratica giornalistica. ?? Il 48 % di tutte le notizie è proposta in modi che rafforzano gli stereotipi di genere, solo l’8% li sfida (un rapporto di 6 a 1). Il dato non può essere comparato con i monitoraggi precedenti in quanto prima non veniva rilevato. ?? Solo il 12% delle notizie evidenzia questioni di ineguaglianza di genere o di ineguaglianza. Ma questa percentuale è triplicata rispetto a 5 anni fa. Tuttavia sono molto numerose le notizie date in un modo che si lascia sfuggire l’occasione per affrontare temi di eguaglianza. ?? Le donne hanno cinque volte più probabilità degli uomini di essere rappresentate in ruoli privati come mogli, madri ecc. Il 19 % delle donne che appaiono nelle notizie è identificato in base allo status familiare (uomini 4 %), il che oscura i progressi fatti dalle donne raggiungendo posizioni di autorità e responsabilità fuori dell’area domestica. ?? Solo il 9% delle notizie menzionano politiche di eguaglianza di genere o strumenti legali per i diritti delle donne. Ciò evidenzia che numerose storie non colgono l’opportunità di creare consapevolezza sugli strumenti predisposti per promuovere i diritti umani e i diritti di uguaglianza delle donne. Ciò conferma l’impressione che questi temi sono relativamente invisibili nella copertura mediatica.

Report preliminare in inglese, francese e spagnolo sulla Home Page del sito GMMP, http://www.whomakesthenews.org sotto la voce a centro pagina “What’s new”

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