SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE: LEGITTIMA LA NUOVA LEGGE ELETTORALE DELLA REGIONE CAMPANIA

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Doppia preferenza di genere – La Corte Costituzionale il 15 dicembre ha dichiarato non fondato il ricorso del Governo contro la nuova legge elettorale della Regione Campania . A marzo in Campania si voterà, quindi, applicando la nuova legge elettorale (Legge Regionale 27 marzo 2009, n. 4, GU n. 38 del 3-10-2009), con importanti novità volte a favorire la parità di genere. L’articolo 4, comma 3,recita: «L’elettore può esprimere, nelle apposite righe della scheda, uno o due voti di preferenza, scrivendo il cognome ovvero il nome ed il cognome dei due candidati compresi nella lista stessa. Nel caso di espressione di due preferenze, una deve riguardare un candidato di genere maschile e l’altra un candidato di genere femminile della stessa lista». Si tratta di una misura di promozione delle candidature femminili del tutto nuova, nel panorama italiano ed europeo, che riduce le difficoltà per le donne che si candidano in liste dove sia prevista un’unica preferenza e aumenta per gli elettori la possibilità di scelta dei propri rappresentanti. La nuova legge, inoltre, dedica un intero articolo, il 10, alla rappresentanza di genere, che impone di considerare il fattore “genere” nella presentazione delle liste elettorali, obbligando i partiti politici a candidare una certa percentuale di uomini e donne, in quanto il secondo comma, stabilisce che «in ogni lista nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura superiore ai 2/3 dei candidati», pena la non ammissione della lista. Non è stata trascurata, infine, neanche la questione “mediatica”, essenziale, visto che le donne, avendo meno cariche e anche meno mezzi per la campagna finiscono per risultare di solito quasi oscurate e destinate a non superare un gap che non esisterebbe se nelle elezioni vigesse la meritocrazia. Il quarto comma dello stesso articolo 10 prevede, infatti, che «in occasione delle elezioni regionali, i soggetti politici devono assicurare la presenza paritaria di candidati di entrambi i generi nei programmi di comunicazione politica offerti dalle emittenti radiotelevisive pubbliche e private e, per quanto riguarda i messaggi autogestiti previsti dalla vigente normativa sulle campagne elettorali, devono mettere in risalto con pari evidenza la presenza dei candidati di entrambi i generi nelle liste presentate dal soggetto politico che realizza il messaggio». Contro la nuova legge elettorale della Campania aveva prontamente fatto ricorso il Governo, il quale, evidentemente non ritiene un problema che le donne siano così poche nelle assemblee elettive e trascura l’esistenza di principi costituzionali ( Articolo 51: «Tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tal fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini») e direttive europee che suggeriscono di adottare provvedimenti finalizzati ad evitare questo deprecabile fenomeno, che vede l’Italia fanalino di coda non solo in Europa, visto che nelle statistiche mondiali veniamo dopo il Burghina Faso. Un Governo, il cui ministro per le Pari opportunità nulla ha trovato da osservare per impedire un ricorso, evidentemente pretestuoso, che comunque ha provocato danni, visto che, in attesa della pronuncia della Corte Costituzionale, nessuna altra Regione ha emanato disposizioni similari, pur se in linea anche con l’articolo 117, comma VII della Costituzione che nel nuovo testo approvato con le leggi costituzionali 31 -1- 2001, n. 2, e 18 -10- 2001, n. 3, affida alle Regioni ordinarie il compito di promuovere le pari opportunità fra i sessi anche in ambito politico, e nonostante gli statuti delle Regioni speciali siano stati modificati con una disposizione secondo cui la legge regionale deve promuovere «condizioni di parità per l’accesso alle consultazioni elettorali». Un fatto importante sia per le donne Campane, che speriamo sapranno sfruttare le nuove opportunità, sia per le Italiane in genere, in quanto si arricchisce così il patrimonio di leggi regionali che in varia misura si fanno carico di “Una questione di democrazia- Più donne per una politica che cambia”, Questo il titolo del Convegno che si è svolto il 10 dicembre a Roma per far incontrare e discutere con le Presidenti degli Organismi regionali di Parità, in vista delle prossime elezioni regionali. il problema dello scollamento della politica dalla società civile. E, ultima considerazione a proposito dei mass media rispetto alle “questioni di genere”: una notizia importante, degna della maggiore diffusione, è rimasta confinata nelle pagine online di Repubblica e nelle dichiarazioni del presidente Bassolino sul sito della Regione Campania e ignorata nella stampa nazionale, (forse anche a causa di un comunicato stampa della Corte, per la verità, piuttosto sibillino).

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