ASPETTARE IL REFERENDUM

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Il disinteresse e la cattiva informazione aiuteranno la peggiore partitocrazia e potrebbero  impedire alle italiane e  agli italiani di utilizzare il più prezioso strumento di democrazia diretta che la nostra Costituzione prevede per arrivare amodificare la poracata e indurre il Parlamento a rimetterci mano.

Invitiamo  a riflettere su  due punti  piuttosto trascurati nei  ragionamenti pro o contro il voto sui tre quesiti del referendum di domani e dopodomani:

1 Perché non si espone bene il contenuto dei primi due quesiti?

La porcata già prevede anche l’ipotesi del premio di maggioranza alla lista che ottiene il maggior numero dei voti e il “si “sopprimerebbe la seconda possibilità prevista, cioè che una coalizione raccolga il maggior numero di consensi e abbia il premio di maggioranza. E, ancora sui primi due quesiti perché si trascura che sarebbe diverso il risultato del Si al primo rispetto al SI al secondo, visto che al Senato il premio di maggioranza su attribuisce su base regionale?.

2 Perché non si parla del terzo quesito, che tende ad abolire le pluricandidature? Chi vuole continuare a truffare gli elettori con le pluricandidature utilizza il terrorismo psicologico che accompagna le profezie catastrofiche legate alla vittoria del Si ai primi due quesiti per mantenere, col fallimento anche del terzo quesito,  un perverso meccanismo consentito sia dalla porcata sia dalla legge italiana sulle europee.

http://www.referendumelettorale.org/

Ma gli  oppositori ai primi due quesiti non allineati ai partiti  perché lo oscurano? E’  il prezzo da pagare per far fallire gli altri due quesiti semplificando il messaggio? Perché non spiegare che è possibile anche  differenziare i voti (due no e un si, un no due si), oppure ritirare solo la terza scheda?

E, A PROPOSITO DELLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE IN PARLAMENTO

 Dopo l’esito del voto sul referendum seguiremo attentamente quanto avviene in Senato dove , dopo le audizioni di cui  già avevamo dato notizia dovrebbe proseguire il lavoro nella Commissione Affari costituzionali, convocata per il 23 e il 24 giugno.

http://notes9.senato.it/W3/Lavori.nsf/All/83769A0CE2305541C12575D900544E03?OpenDocument

Sulle audizioni tenutesi il 10 giugno scorso, potete avere informazioni in

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&leg=16&id=424302

Stigmatizziamo la carenza riscontrata  nei mass.media: da un accurato esame di tutti gli articoli comparsi il giorno dopo sulla stampa, nulla ci risulta  sulla presenza dell’UDI che ha illustrato il disegno di legge d’iniziativa popolare sul 50&50 dovunque si decide.

Ampio spazio solo alle polemiche suscitate dall’attacco di Beppe Grillo al Parlamento, ritenuto eccessivo anche da alcuni commenti sul suo Blog. Il trash fa sempre notizia.

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