Stanche di aspettare? [editoriale]

31 maggio 2009 by

Il sito di “Aspettare stanca” si evolve con l’aiuto di questo Blog: uno strumento agile, che consente commenti e contributi esterni e più facilmente aggiornabile.

Dal Blog potrete sempre risalire al sito originario e a quello del Progetto sperimentale “Partecipazione: sostantivo di genere femminile. La diversità è un valore aggiunto”, che contengono documenti ancora attuali. Leggi il seguito di questo post »

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Campagna civica per l’eliminazione dei bus turistici nel centro di Roma

10 aprile 2018 by

COMUNICATO STAMPA

Campagna civica per l’eliminazione dei bus turistici nel centro di Roma

CONFERENZA STAMPA – Mercoledì 11 Aprile – Sala del Carroccio al Campidoglio – ore 12,00

la Rete Motus tra varie Associazioni di Residenti nel Centro Storico di Roma presenta alla stampa l’Appello della campagna civica “BUS STOP” per chiedere il divieto di circolazione dei bus turistici nelle aree di pregio della Città, definite dall’Anello Ferroviario, come avvenne nel Giubileo 2000.

 

Questo Appello (distribuito in italiano e inglese) sostiene la stessa richiesta già avanzata dal Municipio I con delibera approvata da tutte le forze politiche. E mira ad estendere la mobilitazione civica – anche presso gli stranieri presenti in Città e “Romani nel cuore”-  per chiedere un incontro urgente con Roma Capitale in vista dell’adozione del “Regolamento dei bus turistici” affinché le nuove regole siano un’efficace tutela del fragile patrimonio Unesco del centro di Roma e – nel frattempo – affinché l’Amministrazione capitolina operi per il rigoroso rispetto delle norme vigenti.

 

Per sostenere questo impegno delle Associazioni di Residenti e del Municipio I Centro Storico, si sono uniti con la loro sottoscrizione donne e uomini della cultura, come Paolo Berdini, Valerio Carocci (Ragazzi Piccolo Cinema America), Vittorio Emiliani, Antonio Del Guercio, Vezio De Lucia, Dacia Maraini, Tomaso Montanari, Salvatore Settis, Paolo e Vittorio Taviani, Mario Tozzi

Promotori: Associazione Abitanti Giolitti Esquilino – Associazione Monti – Civico 17 Prati, Mazzini, Delle Vittorie – Comitato Ottaviano Giulio Cesare – Comitato Piazza Vittorio Partecipata – Domus Ciancaleoni – Trionfalmente – Ragazzi Piccolo Cinema America – Vivere Trastevere

 

Roma, 10 Aprile 2018

BIG DATA: la rivoluzione è già avvenuta a nostra insaputa?

25 marzo 2018 by

L’impiego dei big data negli ultimi anni ha assunto un ruolo preponderante e di notevole importanza, infatti questa forma di appropriazione di dati, scaturito dall’inarrestabile sviluppo tecnologico è passato dall’essere una moda passeggera ad un vero e proprio fenomeno radicato

Il presidente dell’autorità garante per la protezione dei dati personali Antonello Soro, ha più volte ribadito il ruolo dei big data e del pericolo che possono provocare per i cittadini.  “Le nostre democrazie appaiono più deboli”, ha dichiarato il garante. “In questa situazione si rischia di consegnare a poche multinazionali digitali non soltanto la supremazia economica, ma il potere di conoscere i fenomeni che possono governare e influenzare il nostro sapere”.

Nonostante le opportunità che l’utilizzo dei big data può offrire, il vero e proprio rischio è che i cittadini siano inglobati in profili sempre più dettagliati basati sulle informazioni che le aziende raccolgono nel momento di un acquisto o una sottoscrizione.

In sostanza i Big data sono una mole in quantificabile di dati che ogni persona attraverso i dispositivi elettrici, come cellulari, pc, IOT (Internet of things) e non solo producono. Il vocabolario Treccani alla lemma big data sottoscrive: “ingente insieme di dati digitali che possono essere rapidamente processati da banche dati centralizzate.”

Ad esempio, si tratta di tutti i dati che possono essere ricavati da ogni nostra interazione quando siamo connessi a internet o quando usiamo dispositivi elettronici (come le carte di credito): dalla geolocalizzazione alle applicazioni usate, dalla nostra cronologia di navigazione alle ricerche che facciamo su Google e ancora i contenuti che produciamo su social network o altri siti, comprese tutte le informazioni che non ci rendiamo conto di dare.

Notizia degli ultimi giorni lo scoppio del caso Facebook-Cambridge Analytica sull’uso dei dati degli utenti del social network per fini elettorali, notizia che ha riportato una risonanza importante anche oltre oceano Antonello Soro in un’intervista rilasciata al mattino, ha lanciato un vero e proprio allarme.

Non si deve pero tralasciare il grande contributo che i big data hanno assunto negli ultimi anni nella gestione delle emergenze e nel telesoccorso. Sono molte le aziende e gli enti pubblici che ne fanno buon uso al porre soluzioni a tematiche importanti come soccorso d’emergenza in fase di disastri e catastrofi

I “Big data” – si legge ne documento della Camera dei deputati 16/4/2015 – sono diventati un fattore essenziale anche per l’economia, affiancandosi alle categorie classiche delle risorse umane e finanziarie.

Secondo le previsioni (studio Worldwide Big Data Technology and Services – 2012-2015 Forecast), il mercato mondiale della tecnologia dei big data e dei servizi correlati raggiungerà i 16,9 miliardi di dollari USA nel 2015, registrando un tasso di crescita annuo medio del 40%, circa sette volte superiore a quello del mercato complessivo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC).

Nasce quindi l’esigenza di fare chiarezza sul complesso ed affascinante mondo dei big data e domandarsi se questo potente mezzo d’informazione debba subire delle restrizioni o limitazioni d’uso.

Roma, 25 marzo 2018

Francesco Carolei

 

Elezioni regionali Lazio e Lombardia

22 marzo 2018 by

Aspettare stanca

Sul sito del ministero dell’interno mancano ancora i dati ufficiali.

Questi i dati forniti dal sito Eligendo messo a disposizione dal Ministero dell’Interno.

 Lazio I dati che vanno delineandosi disegnano un’assemblea regionale in cui il centrosinistra non è certo di avere una maggioranza assoluta.

Il Partito Democratico, con Nicola Zingaretti, ha vinto  le elezioni regionali nel Lazio, la percentuale è del 34,61%. Nella provincia di Roma gli eletti sono 18. 12 al PD, 3 alla lista Zingaretti, 1 per Liberi e Uguali, +Europa e Centro Solidale. Stefano Parisi, candidato presidente per il centro-destra, con 651.587 voti raggiunge il 29,25% di preferenze per 11 eletti, che si aggiungono ai 3 di Forza Italia, 3 per la Lega, 3 a Fratelli d’Italia con Giorgia Meloni ed 1 a Noi con l’Italia-UDC. La candidata pentastellata, Roberta Lombardi, resta in terza posizione con 607.498 preferenze arriva solo al…

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Elezioni regionali Lazio e Lombardia

22 marzo 2018 by

Sul sito del ministero dell’interno mancano ancora i dati ufficiali.

Questi i dati forniti dal sito Eligendo messo a disposizione dal Ministero dell’Interno.

 Lazio I dati che vanno delineandosi disegnano un’assemblea regionale in cui il centrosinistra non è certo di avere una maggioranza assoluta.

Il Partito Democratico, con Nicola Zingaretti, ha vinto  le elezioni regionali nel Lazio, la percentuale è del 34,61%. Nella provincia di Roma gli eletti sono 18. 12 al PD, 3 alla lista Zingaretti, 1 per Liberi e Uguali, +Europa e Centro Solidale. Stefano Parisi, candidato presidente per il centro-destra, con 651.587 voti raggiunge il 29,25% di preferenze per 11 eletti, che si aggiungono ai 3 di Forza Italia, 3 per la Lega, 3 a Fratelli d’Italia con Giorgia Meloni ed 1 a Noi con l’Italia-UDC. La candidata pentastellata, Roberta Lombardi, resta in terza posizione con 607.498 preferenze arriva solo al 27,27% per un totale di 7 seggi. Sergio Pirozzi, che di fatto spacca il centro-destra, raggiunge 106.030 voti per una percentuale del 475 garantendo il suo solo scranno.

Nulla di fatto per Casapound, Potere al Popolo, Democrazia Cristiana, e Jean Leonard Touadi, candidato per la civica Popolare Lorenzin. Percentuale troppo bassa anche per Rosati Stefano con la lista Riconquistare l’Italia.

53.037 schede non valide di cui bianche ben 18.388. Sono 220 le  schede contestate per un totale di 2.280.860 votanti pari al 65,46% dei 3.484.329 aventi diritto.

26 donne su  50 consiglieri escluso il presidente

Regione Lazio 2018

 Lombardia

Netta la vittoria di Attilio Fontana (Lega), candidato del Centrodestra a presidente della Regione. 16 donne elette su un totale di 80 consiglieri, compreso il presidente.

Regione Lombardia

L’IDENTIKIT DEL NUOVO PARLAMENTO

13 marzo 2018 by

Da Open Polis, consigliamo di leggerlo tutto.

https://www.openpolis.it/tre-poli-contrapposti-2018-lidentikit-del-nuovo-parlamento/

Qui riportiamo i dati di genere, l’aumento è notevole, superata la massa critica, anche se è lontano il 50 %. che rispecchierebbe la composizione anagrafica del paese.

Il 34% dei parlamentari saranno donne.

 È la percentuale più alta della nostra storia repubblicana.

La scorsa legislatura aveva già fatto segnare un’impennata di quote rosa, sia a Montecitorio che a Palazzo Madama. Alla Camera l’aumento era stato del 50%, passando dal 20,41% della XVI legislatura al 30,7%. Con la XVIII legislatura la percentuale è destinata a crescere ancora, passando al 34,62%. Solamente 10 anni fa, nella XV legislatura, le donne erano la metà, il 17,2%. Pure a Palazzo Madama i numeri sono record. Rispetto al 28,44% di senatrici della XVII legislatura, nella XVIII passeremo al 34,75%, segnando un aumento del 22%. Il trend negli ultimi anni ha portato a quasi raddoppiare la percentuale di donne, considerando che nel periodo 2006-2008 il dato era fermo al 13,43%.

Leggi anche in

http://www.lastampa.it/2018/03/19/italia/politica/il-parlamento-pi-rosa-della-storia-ma-la-soglia-del-resta-lontana-V0Np43OnzKlA9ItOhTZ33K/pagina.html

http://27esimaora.corriere.it/18_marzo_13/elette-due-rami-parlamento-619e18f6-270d-11e8-a3a0-e47b0114fbef.s

 

 

 

Elezioni regionali: tiriamo le somme sulla trasparenza

2 marzo 2018 by

Da Carteinregola

Proponiamo il nostro  bilancio della trasparenza sulla base  dei nostri 5 punti ,  gli stessi che Riparte il futuro ha sottoposto ai candidati al Parlamento  e  anche alla luce delle domande del nostro “Per chi votare – vademecum dell’elettore” ). E mettiamo a disposizione per i necessari approfondimenti la nostra sezione “Elezioni regionali 2018 – liste programmi candidatidove si trovano tutte le informazioni che siamo riusciti a raccogliere sui candidati Presidente, le loro liste, i loro programmi”. Ecco il nostro monitoraggio, che ha preso  in considerazione i candidati Presidente Zingaretti, Parisi, Lombardi, Pirozzi, Canitano e liste a sostegno. Per un voto consapevole (LEGGI TUTTO) http://www.carteinregola.it/index.php/elezioni-regionali-tiriamo-le-somme-sulla-trasparenza/

Candidati trasparenti alle Elezioni Regionali Lazio 2018 

Questi i candidati che hanno aderito alle nostre 5 proposte (in calce) (in ordine di adesione)

Openpolis: A Schede scoperte – chi sono i candidati che troveremo sulla nostra scheda (parlamento)

L’Associazione openpolis  ha realizzato e messo on line “A schede scoperte”, una piattaforma che permette all’elettore, inserendo il proprio indirizzo, di visualizzare tutti i candidati divisi per lista – alla Camera e al Senato – che saranno presenti sulla sua scheda elettorale al momento del voto. E anche di consultare per ogni candidato una scheda con i dati anagrafici, gli eventuali “incarichi politici” ricoperti in precedenza, e gli eventuali interessi  che riguardano “proprietà in aziende” e “incarichi aziendali”. (LEGGI TUTTO)

Elezioni nazionali 2018

Proponiamo alcuni strumenti per orientarsi rispetto al voto del 4 marzo 2014:  informazioni pratiche, programmi, iniziative per la trasparenza .(LEGGI TUTTO)

> Vai a “Per chi votare – vademecum dell’elettore 2018″ di Carteinregola (scarica il Pdf PER CHI VOTARE 2018
> vai a chi sono i canddati trasparenti che hanno aderito alla proposta di riparte il futuro

Martina Alessia Antonia

2 marzo 2018 by

L’uccisione di due bambine e il ferimento gravissimo, e dall’esito incerto, di Antonia Gargiulo da parte del marito e padre Luigi Capasso, appuntato dei Carabinieri, è Il risultato di una serie di omissioni e cattive interpretazioni dello stare, come si proclama, dalla parte delle donne.

Donne e uomini in Italia non sono uguali di fronte alla legge, non lo sono di fatto e non lo sono in quanto alle regole che disciplinano i diritti familiari, eppure con ogni forma di forzatura ideologica, assistiamo alla cieca applicazione di “norme sulla bigenitorialità” di fronte a madri maltrattate, violentate e figli terrorizzati. E’ successo questo, anche, alle due bambine, Martina e Alessia, prima di essere uccise da un padre violento: sono state messe sotto pressione e magari colpevolizzate, per non riuscire ad incontrarlo.

Sappiamo anche che le donne perdono la libertà proprio a causa della violenza di un uomo, e non solo per paura, e che parole come “autodeterminazione” e “autostima” devono essere rappresentative di un percorso nel quale i terminali dello stato hanno parola solo assumendosi l’onere di quella sottrazione di libertà e della sua ricostruzione. Questo riguarda in pieno coloro che devono condividere assumere l’onere della mancanza di libertà di chi è sotto costante minaccia e che non riesce ad autodeterminarsi nella giusta direzione di contrasto al violento. La madre delle bambine ad esempio sotto minaccia non ha saputo valutare, né e stata aiutata a valutare, che il bene primario era la vita e non certo il posto di lavoro del marito

Ad Antonia Gargiulo, non avvocata o esperta di iter amministrativi, sono stati scaricati l’onere e la colpa di scelte che altri non hanno compiuto. I Carabinieri che non hanno sottratto l’arma allo stalker conclamato, le esperte che non ne hanno fatto richiesta e che non hanno tenuto conto della possibile dissuasione della vittima in fase di denuncia da parte dei colleghi del marito.  I colleghi di lavoro testimoni della violenza di settembre accaduta sotto i loro occhi (potevano denunciare come la legge 119/13 prevede), i familiari della donna se non avessero temuto di rompere un equilibrio relazionale, i servizi sociali che incontravano le bambine non si sa su mandato di chi e per fare cosa se non che il loro dovere era proteggere le minori dal violento. Tutti ed ognuno hanno omesso atti dovuti e teorizzato ostacoli facilmente superabili con un atto di coraggio, che invece come sempre viene chiesto alle donne vittime. Ci si deve poi porre una domanda ineludibile: la violenza sui minori è o no un reato multiforme di cui la paura è un sintomo evidente? Chi ha avuto notizia del reato che si stava compiendo su Martina e Alessia? La violenza sulle donne non è forse anch’esso un reato? e di questo tutti erano a conoscenza e nessuno si è mosso, se non solo quando si sono sentiti gli spari. Tutti ed ognuno per la propria parte sono responsabili di questa orribile strage di donne!

Gli impegni presi istituzionalmente con la ratifica della Convenzione di Istanbul, implicano gesti doverosi che non possono essere superati con la convocazione rituale di tavoli e redigendo nuovi protocolli (da disattendere?) perché per evitare la cancellazione di vite ed energie femminili occorre che ogni risultato preluda ad un altro risultato, sapendo che le regole comportamentali di ogni soggetto incluso nella rete antiviolenza devono adeguarsi a quello che della violenza sulle donne si sa, e cioè che una donna sottoposta a un uomo violento non è libera, è VITTIMA  ( incolpevole) , legata, ostacolata nell’esercizio della sua libertà: va liberata.

Antonia andava liberata e le andava dato l’aiuto, quello che evidentemente ha chiesto proprio perché le era stata tolta la possibilità e la forza di autodeterminarsi. Certamente le è stata negata la guida ai passi giusti, quelli di una donna non avvertita a pieno del fatto che i tempi della violenza evolvono rapidamente producendo stragi di vittime innocenti.

Contrastare e sconfiggere la violenza è un obiettivo che è stato molto difficile da accettare, anche solo nominalmente, per la politica, ma è stato raggiunto, e questo impone una crescita dovuta e irrimandabile di tutti i soggetti coinvolti. L’ascolto e l’aiuto dedicato alle donne vittime della violenza maschile deve essere aggiornato su percorsi e procedure in grado di valutare il rischio per la salute e la vita delle donne e dei figli.

Stefania Cantatore (UDI Napoli), Elvira Reale (Salute donna)

Napoli, 1/3/2018

iL 4 MARZO PIU’ DONNE NEI CONSIGLI DELLA REGIONE lOMBARDIA E DELLA REGIONE LAZIO

1 marzo 2018 by

UTILIZZA  LE RECENTI LEGGI REGIONALI SULLA DOPPIA PREFERENZA

DOPPIA PREFERENZA

 

 

 

 

LA CASA MUSEO DI LUIGI PIRANDELLO – VENERDI 16 MARZO ORE 14.45

28 febbraio 2018 by

Associazione Ideando Onlus

 LA CASA MUSEO DI LUIGI PIRANDELLO – VENERDI 16 MARZO ORE 14.45

Via Antonio Bosio 13b

La Casa Museo Luigi Pirandello è l’unica dimora abitata dall’artista che rechi tracce originali del suo passaggio. È situata all’ultimo piano di un villino liberty nei pressi di Villa Torlonia, a Roma.
Nello stesso villino Luigi Pirandello abitò precedentemente con la famiglia al piano rialzato negli anni 1913-1918 e, negli anni di permanenza all’ultimo piano (1933-1936, attuale casa museo), quando riceve la notizia del conferimento del Premio Nobel, suo figlio Stefano abitava al piano inferiore.

La villa è passata alla storia come Villa Pirandello.
Dal 1961, con la fondazione dell’Istituto di Studi Pirandelliani, tutto il patrimonio donato dagli Eredi Pirandello allo Stato italiano è tutelato, valorizzato e fruibile al pubblico di studiosi, e turisti: gli archivi (manoscritti autografi, carteggi ed altri documenti, fotografie d’epoca), la biblioteca personale di Luigi Pirandello, i quadri alle pareti opera del figlio Fausto e di Pasquarosa Bertoletti, la targa del Premio Nobel, la divisa della Reale Accademia d’Italia, la macchina da scrivere portatile, un archivio di foto d’epoca, numerosi oggetti d’arte (doni di Gabriele d’Annunzio), il mobilio, varie suppellettili e il guardaroba personale di Luigi Pirandello.
Con gli anni l’Istituto ha arricchito il proprio patrimonio con le donazioni da parte degli eredi Ugo Betti dell’archivio; da parte di una erede Pirandello di tre quadri a olio opera di Luigi Pirandello; da parte degli eredi Alessandro d’Amico dell’archivio Alessandro d’Amico.

 

Costo della visita 10,00 a persona per i soci Ideando Per gli ospiti non iscritti 12,50 euro a persona.

Le prenotazioni, da effettuare con il pagamento della quota di partecipazione, dovranno pervenire entro e non oltre il 10 marzo.

Conferenza stampa del Forum nazionale Salviamo il Paesaggio GIOVEDÌ 1 MARZO 2018 – ORE 11.00, Istituto della Enciclopedia Italiana, Piazza della Enciclopedia Italiana 4 – Roma.

27 febbraio 2018 by
Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio
“Una proposta di legge per la tutela del suolo e del paesaggio italiano (ora la politica non ha più scuse)”.
GIOVEDÌ 1 MARZO 2018 – ORE 11.00, Istituto della Enciclopedia Italiana, Piazza della Enciclopedia Italiana 4 – Roma.
Intervengono: Paolo Berdini, Domenico Finiguerra, Paolo Maddalena, Manlio Lilli, Alessandro Mortarino, Michele Munafò, Riccardo Picciafuoco, Federico Sandrone.
Luca Mercalli e Paolo Pileri (video).
Il nostro Forum racconta il suo progetto normativo e le prime reazioni delle forze sociali, economiche e politiche …

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Le risposte dei Partiti alla richiesta di valutazione della nostra Proposta di Legge Popolare

Diciamocelo: non è stata una bella campagna elettorale per l’ambiente, tema che è stato affrontato dalle forze politiche in maniera insufficiente ed estremamente marginale. Il nostro Forum Salviamo il Paesaggio ha cercato di costringere i Partiti, nell’ultimo mese, a pensarci, discuterne, parlarne, indicarci orientamenti.
Ad oggi queste sono le risposte (e le non risposte) ricevute: tenetene conto quando sarete con la vostra scheda elettorale in cabina…

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La politica all’assalto dei boschi

Prima hanno “svuotato” di potere la Forestale, fin quasi a smantellarne il Corpo; con la scusa di abbinarlo ai Carabinieri gli hanno dato solo più compiti di “ecologia” (prevalentemente controlli sugli inquinamenti, sulla difesa degli animali e sulla caccia). In pratica, allontanandoli da tutti quei compiti “forestali” e di controllo dei boschi e del territorio che ne aveva caratterizzato il Corpo fin dalla sua nascita. Oggi stanno partendo all’assalto dei boschi, quei boschi che il Corpo Forestale aveva per quasi cento anni curato e fatto gestire con oculatezza per cui stanno lentamente ritrasformandosi in foreste vere da fare concorrenza a quelle europee …

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Serve un Fondo nazionale per l’ambiente

L’appello di Luca Marchesi, presidente AssoArpa e vicepresidente Snpa, sulla necessità di continuare il cammino intrapreso nella Legislatura appena conclusa con l’istituzione del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente.
Una riforma che segna il passo, ma abbiamo bisogno di un sistema di controllo ambientale che sia non solo repressivo e operi come una vera e propria funzione di “controllo-qualità” nei confronti dell’intero processo di sviluppo economico di un territorio. A garanzia di tutti e nell’interesse di tutti.

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