“Le donne si raccontano” 8 Marzo 2012 – ore 17

8 marzo 2012 by

In occasione delle celebrazioni per la ricorrenza della

Giornata Internazionale della Donna

i Club Roma, Roma Tiber e Roma Tre

del Soroptimist International d’Italia

 

 

 

“Le donne si raccontano”

 

 8 Marzo 2012 – ore 17

 

  Sala Crociera – Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte

Via del Collegio Romano, 27 – Roma

       

Cetta Petrollo, Direttrice della Biblioteca

introduce

 

 

Interverranno

 

Rosanna Oliva – Presidente Rete per la Paritá Uomo-Donna

Stefania Ceci – Avvocato Banca d’Italia

Debora Tripiccione – Magistrato del Tribunale per i Minori

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“Mai più italiane portatrici d’acqua”

7 marzo 2012 by

- Rete per la Parità, l’associazione di promozione sociale  impegnata per la parità tra uomo e donna, che riunisce anche 15 associazioni e 6 Università, parteciperà alle celebrazioni del Quirinale in occasione della Giornata internazionale della donna.

La presidente, Rosa Oliva, e le componenti del Direttivo saranno ricevute dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per illustrargli la campagna “Mai più italiane portatrici d’acqua”.

“Porteremo in omaggio al Presidente un’opera della scultrice Sandra Fiorentini Lorenco, socia di Aspettare stanca, una delle associazioni fondatrici della Rete per la Parità, spiega Rosa Oliva. “Il bassorilievo rappresenta le Portatrici d’acqua, diventate il simbolo della nostra campagna che ha lo scopo di ottenere nuove leggi elettorali per il Parlamento, le Regioni, le Province e i Comuni, che permettano una presenza più incisiva delle donne nelle assemblee elettive e nelle Giunte.

“Si tratta di norme di garanzia – aggiunge Oliva – da introdurre qualsiasi sia il sistema elettorale prescelto, secondo “l’Accordo di azione comune per la democrazia paritaria” promosso da Noi Rete Donne e sottoscritto da circa 50 associazioni”. Leggi il seguito di questo post »

“ IL PAESAGGIO EMOZIONALE IN ISABEL ALLENDE”

17 febbraio 2012 by

24 Febbraio 2012 –Palazzo Serra di Cassano

Napoli, Via Monte di Dio 14-ore 16,15

ESTHER BASILE

Introduce ESTHER BASILE

Interviene ANGELA CARUSO –Università di Chieti

Letture a cura di AnnaMaria Ackermann

LA RAPPRESENTANZA FEMMINILE NELLE ISTITUZIONI

16 febbraio 2012 by

Analisi delle esperienze e nuove proposte

 

Incontro organizzato dalla Rete delle donne per la rivoluzione gentile

Gruppo di Roma

 

17 Febbraio 2012, h. 16,30

   Sala della Protomoteca

Palazzo del Campidoglio

Roma

 

 

 

Introduce Silvia Acquistapace, Rete donne per la rivoluzione gentile (gruppo romano)

Intervengono:

Gemma Azuni , consigliera assemblea capitolina  di Roma  Capitale ( I regolamenti non bastano)

 

Daniela Brancati, giornalista e autrice del libro “Occhi di maschio” (Solidarietà fra donne?

 

Agnese Canevari, Aspettare stanca, Com.Scientifico Rete per la parità (La doppia preferenza)

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Corriere della sera L’INTERVISTA «Le società pubbliche o in Borsa rispettino le quote di genere» Fornero: la maternità? Congedi ripartiti tra i genitori

6 febbraio 2012 by

 

Corriere della sera

L’INTERVISTA

«Le società pubbliche o in Borsa
rispettino le quote di genere»

Fornero: la maternità? Congedi ripartiti tra i genitori

Si avvicina una nuova stagione di nomine ai vertici delle principali società quotate e pubbliche e il governo è impegnato a controllare che le imprese si adeguino fin da subito (i vincoli veri e propri scatteranno dopo l’estate) alla normativa sulle «quote di genere». «Le quote sono la negazione del merito, ma se certi processi non avvengono spontaneamente – e il tempo, al Paese, è stato dato – allora bisogna agire con una spinta più forte», dice Elsa Fornero, ministra per il Welfare e per le Pari opportunità. «Come ministero vigileremo affinché le normative sia rispettate. Sarei molto stupita se società quotate abituate a osservare le disposizioni non si adeguassero. E questo vale a maggior ragione per le società pubbliche: stiamo lavorando, anche in collaborazione con associazioni private che promuovono il lavoro delle donne, perché lo Stato rispetti i vincoli imposti dalle leggi. D’altra parte – prosegue – non si può più ricorrere al vecchio adagio per cui non ci sono abbastanza competenze: tutte le associazioni e i siti che si occupano di questo tema hanno provveduto a raccogliere curricula di donne in grado di sedere nei cda. E, poi, devo dire, non si è mai molto guardato alle competenze degli uomini, che magari siedono in ben più di un consiglio di amministrazione».

Ministra Fornero, parliamo di donne, ma sono state le più penalizzate dalla riforma delle pensioni, lo ha riconosciuto lei stessa.
«È vero. Ma su questo argomento bisogna fare prima un cappello introduttivo: la riforma delle pensioni era l’ingrediente portante nella strategia di arretramento rispetto al baratro finanziario in cui ci trovavamo. Questo spiega l’urgenza e l’incisività: bisognava convincere i mercati finanziari. Non dobbiamo dimenticarlo».
E le donne…
«Da tempo c’era l’idea di avvicinare l’età di pensionamento delle dipendenti private a quella delle dipendenti pubbliche e a quella degli uomini. Questo percorso era stato modificato solo pochi mesi prima della formazione del nuovo governo, ma quell’intervento non poteva tenere a causa della lunghezza del periodo di transizione. Mi prendo la responsabilità di aver pesantemente accelerato quel percorso. Le donne non godevano di un vantaggio, ma di una compensazione per tutti gli svantaggi subiti prima. I sindacati mi rimproverano duramente perché vedono solo il lato negativo di questa riforma, mentre io vedo quello positivo: si è ristabilita l’equità tra le generazioni. Noi parliamo spesso di ciò che viene negato ai giovani, ma quando si fa un passo verso il bilanciamento ci si dimentica di ciò che è positivo. Bene, ora che abbiamo cambiato le pensioni, dobbiamo buttarci a cambiare il mercato del lavoro: quel sistema pensionistico funziona se funziona bene il mercato del lavoro. A quel punto le donne potranno rivendicare di avere le stesse condizioni degli uomini: come accesso, come servizi, come bilanciamento nella famiglia rispetto al lavoro di cura. Il nostro è un Paese ancora molto arretrato, culturalmente e nei servizi, per quanto riguarda il bilanciamento nel lavoro di cura. Questo bilanciamento lo vogliamo realizzare e lo chiediamo a gran forza».
Ci sono donne che si sono ritirate dal lavoro per occuparsi dei genitori anziani, dei nipoti e ora vedono slittare di diversi anni la propria pensione. È giusto?
«L’obiezione è: sì, va bene, ma le chance prima non ce le avete date. Penso che ci siano momenti nella storia di ogni Paese in cui non si può guardare troppo ai torti subiti ma al futuro e a creare delle prospettive nuove. In cui bisogna avere il coraggio di chiudere con il passato e non andare a rivendicare ciò che ciascuno ha o non ha avuto».
La politica, però, non ha fatto grandi sacrifici.
«Questo non è vero, anche la politica ha dato l’esempio, cose che erano francamente inaccettabili ora sono state corrette. Il sistema pensionistico dei parlamentari è diventato contributivo a partire da gennaio, è un buon esempio. Ci sono margini per altri buoni esempi».
La riforma delle pensioni, però, è stata fatta senza confronto.
«È vero, c’era una questione di urgenza fortissima, e riconosco al sindacato, che pure non la accetta, di non aver fomentato l’opposizione. Sul lavoro ci deve essere dialogo, e spero che il sindacato si riesca a convincere della necessità di adottare delle misure che non sono una sola né poche: c’è la necessità di un intervento sul mercato del lavoro che tocca tutto. Per esempio, l’ordinamento dei contratti: ne abbiamo tanti, io non credo che siano i 46 che vengono dichiarati, molti sono varianti dello stesso, ma li stiamo analizzando uno per uno per vedere chi ha dato o meno buona prova».
Qual è il suo orientamento?
«Penso che si debba avere un contratto di riferimento, che deve essere il contratto a tempo indeterminato se parliamo di lavoro subordinato. Poi, il contratto a tempo determinato e forme di flessibilità. Ma non voglio entrare nel merito, questo è oggetto del percorso che stiamo facendo con le parti sociali».
Lei ha detto che l’articolo 18 non è il problema più importante.
«Noi vogliamo dare opportunità di lavoro a chi ne ha poco, soprattutto distribuire meglio le tutele che oggi sono molto concentrate e lasciano alcuni segmenti del lavoro assolutamente privi. Un obiettivo che ci vede lavorare all’unisono con i sindacati e con la parte datoriale è dare un contenuto vero all’apprendistato, come forma per imparare una professione, non come un veicolo di flessibilità».
Ha preannunciato una normativa per impedire il bruttissimo fenomeno delle dimissioni in bianco. Quando arriverà?
«Stiamo studiando un provvedimento che sia a tutela di un lavoratore che può essere in condizioni di inferiorità e costretto alle dimissioni, ma non vogliamo che sia una rivalsa nei confronti delle imprese».
È necessaria una riforma della legge sulla maternità?
«Ho già detto di essere favorevole al congedo per i padri. Ma anche qui, attenzione: non vogliamo caricare di costi le imprese, altrimenti finiamo per rendere più difficile trovare un lavoro, anziché più semplice. Penso che potremmo far riferimento ai disegni di legge già in discussione in Parlamento per pensare a ripartire il congedo tra i due genitori in modo che nessuno dei due prenda meno di un “x” per cento. Leggi il seguito di questo post »

25 GENNAIO 2012 IN COMMISSIONE DI VIGILANZA RAI LE RICHIESTE DELL’ACCORDO DI AZIONE COMUNE PER LA DEMOCRAZIA PARITARIA

28 gennaio 2012 by


 Siglato formalmente la scorsa estate, l’Accordo collega numerose associazioni, attive sul tema, tra le quali la “Rete per la parità uomo donna secondo la costituzione italiana” che si sono date un programma di lavoro comune.

Aspettare stanca, che dal 2006 è impegnata per una maggiore e qualificata presenza delle donne in politica, è tra le fondatrici della rete per la parità, associazione di associazioni e Università, nella quale è capofila per le questioni che riguardano la democrazia paritaria.

La delegazione dell’Accordo di Azione Comune per la Democrazia Paritaria in Italia, composta da Nella Condorelli, Daniela Carlà, Irene Giacobbe, Cristina Molinari, Rosanna Oliva, e Marisa Rodano, ha potuto ampiamente esprimere le proprie ragioni sul diritto all’informazione paritaria plurale da parte del servizio pubblico radiotelevisivo davanti all’Ufficio di Presidenza della Commissione.

L’audizione ha toccato il tema della sottorappresentazione delle donne in politica, con un’attenzione specifica alle questioni inerenti gli appuntamenti elettorali.

E’ necessario un “nuovo corso” nell’azienda, che ponga attenzione al linguaggio, applichi nella programmazione il punto di vista di genere, eviti la frequente esclusione delle donne in politica dai sondaggi, nel rispetto di quanto ora previsto nel contratto di servizio pubblico, grazie alla battaglia condotta unitariamente delle donne, ma che al momento non ha ancora dato frutti evidenti.

Il presidente senatore Sergio Zavoli ha preannunciato la volontà di un sostegno concreto alle richieste “per la giustezza delle osservazioni, e per la rilevanza anche sul piano etico e morale”, sottolineati anche negli interventi del senatore Fabrizio Morri (PD) e del deputato Giorgio Lainati (PDL).

La Commissione Parlamentare di Vigilanza RAI farà la sua parte, sollecitando il coinvolgimento del Parlamento, riferimento istituzionale del servizio pubblico radiotelevisivo, quella RAI dei cittadini e delle cittadine da troppo tempo distratta e sorda alla domanda di parità che viene dalla società civile.

Un progetto specifico, che accolga le giuste ed indifferibili richieste del movimento delle donne, per giungere finalmente ad una paritaria espressione del punto di vista maschile e femminile nei programmi di divulgazione e approfondimento politici destinati ad informare e stimolare la partecipazione di cittadini e cittadine alla vita democratica dello Stato.

Rispetto alla questione informazione, nel corso dell’audizione è stata rimarcata l’importanza del collegamento diretto e sinergico con gli organismi di parità che operano all’interno della RAI.

Assume, infine, un impatto specifico la proposta di “osservatorio” a suo tempo avanzata tra gli emendamenti di genere al contratto di servizio per conoscere e valutare lo stato di avanzamento o meno della sua applicazione da parte dell’azienda. Che fine ha fatto? Leggi il seguito di questo post »

Riceviamo dalla Rete per la Parità

27 gennaio 2012 by

Rete x la Parità_gen_2012

Dalla Rete per la Parità,della quale Aspettare stanca è una delle socie fondatrici, riceviamo il numero 2 del Notiziario e una nota  su come partecipare all’assemblea

“Lunedì 13 febbraio 2012, si svolgerà l’assemblea ordinaria dell’Associazione Rete per la Parità in Roma, Camera dei Deputati, via della Mercede 55, dalle ore 17 alle ore 20.

Possono partecipare persone interessate alle attività della Rete per la Parità, purché si accreditino, possibilmente entro giovedì 9 febbraio, con una mail a segreteria.reteperlaparita@gmail.com Leggi il seguito di questo post »

Candele accese in Campidoglio per dire NO alla violenza sulle donne

23 gennaio 2012 by

Aspettare stanca, socia fondatrice della rete per la Parità, aderisce e partecipa

ROMA, 23 gennaio 2012 - La Rete per la Parità, che fa parte del Comitato Se non ora quando Roma, aderisce alla manifestazione promossa da SNOQ Catania per giovedì 26 gennaio per ricordare Stefania Noce, la studentessa catanese attiva nel movimento Se non ora quando, uccisa dall’ex fidanzato.

La Rete per la Parità e il Comitato SNOQ Roma invita ad essere presenti sulla scalinata del Campidoglio con tante candele e fiaccole in contemporanea alla fiaccolata che si terrà a Catania per tentare di dare quanta più visibilità possibile all’iniziativa.

Le donne vogliono sottolineare con questa iniziativa, l’assurda morte di Stefania e di tutte le altre donne vittime della violenza maschile Leggi il seguito di questo post »

Il Consiglio di Stato mette in serio pericolo la Giunta della Regione Lombardia

17 gennaio 2012 by

L’Associazione DonneInQuota e l’Associazione Articolo 51 annunciano con soddisfazione che oggi il Consiglio di Stato ha reso una ordinanza importantissima che sembra preludere all’annullamento della Giunta Formigoni, composta di 15 Assessori uomini e di una sola donna.

Il Giudice d’appello, richiamando il proprio precedente sulla Giunta Caldoro della Regione Campania, ha riconosciuto le ragioni delle appellanti Associazioni ed ha fissato la trattazione del merito della causa già nel prossimo aprile; Leggi il seguito di questo post »

La Rete per la Parità si congratula con la Ministra Fornero

13 gennaio 2012 by

Rete per la Parità
Associazione di promozione sociale
per la Parità uomo-donna secondo la Costituzione Italiana
Rete per la Parità
www.reteperlaparita.org – segreteria.reteperlaparita@gmail.com
COMUNICATO STAMPA

ROMA, 4 gennaio 2012 – La Rete per la Parità esprime vivo apprezzamento per l’impegno preso dalla ministra Fornero di eliminare il dannoso fenomeno delle lettere di dimissioni con data in bianco che colpisce in particolare le lavoratrici, trasformando in precari anche rapporti di lavoro a tempo indeterminato.
Recentemente una lettera firmata anche da tre sindacaliste di CGIL, CISL e UIL e dalle promotrici della precedente legge, aveva sollecitato una soluzione da parte del nuovo Governo che ormai sembra imminente.
Da tempo alcune associazioni, tra cui la nostra, avevano già segnalato il problema. “La Rete per la Parità – precisa la Presidente, Rosanna Oliva, ha inserito la questione all’interno della proposta avanzata al Governo Monti per tre leggi a costo zero. “
La Rete per la Parità, che riunisce 16 associazioni e 7 Università che operano a livello nazionale per la parità uomo-donna, invia alla Ministra il testo della petizione presentata alla Camera il 30 giugno 2011, n.1263 e al Senato il 5 luglio 2011, n.1325 che contiene il risultato dell’approfondimento sulle criticità e su come risolverle per eliminare questa triste pratica. Leggi il seguito di questo post »


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