Domani sabato 19 maggio, dalle 10,30 alle 16,30 La Lingua dell’Alma alla Casa Internazionale delle donne di Roma.
Vedi programma allegato.
Domani sabato 19 maggio, dalle 10,30 alle 16,30 La Lingua dell’Alma alla Casa Internazionale delle donne di Roma.
Vedi programma allegato.
Per quanto riguarda le novità legislative, in Sicilia per le elezioni comunali si terrà conto delle pari opportunità considerate nella legge elettorale della Regione approvata lo scorso anno, che purtroppo non accolse le richieste della doppia preferenza di genere. http://www.iusetnorma.it/normativa/legge_regionale_sicilia__5_aprile_2011_n_6.asp
Per saperne di più:
Brevi appunti sulla legge della Regione Sicilia 6/2011
di Francesca Ragno
Con l’approvazione della legge regionale 6/2011 che integra la precedente normativa elettorale della L.R. 35/1997 l’Assemblea Regionale Siciliana ha introdotto alcune importanti disposizioni riguardanti l’applicazione del principio di pari opportunità nell’accesso alle cariche elettive e agli organi collegiali degli enti locali ( non solo ha modificato i sistemi elettorali dei comuni, le schede elettorali, la mozione di sfiducia a sindaci e presidenti di provincia).
L’articolo 3 della legge 6/2011 è intitolato proprio “Rappresentanza di genere” che introduce un nuovo articolo 1-bis e un nuovo articolo 6-bis nella normativa elettorale regionale del 1997:
‘Art. 1 bis. – 1. Nelle liste di candidati per l’elezione del consiglio comunale nessun genere può essere rappresentato in misura superiore a tre quarti dei componenti della stessa” in cui si dà implicitamente mandato alle segreterie di partito di rispettare la disposizione, che ha trovato proprio una prima concreta applicazione con la presentazione delle liste elettorale nel Comune di Palermo, dove ogni partito si è adoperato per rispettare le proporzioni richieste dalla recente legge.
‘Art. 6 bis. – 1. Nelle liste di candidati per l’elezione del consiglio provinciale nessun genere può essere rappresentato in misura superiore a tre quarti dei componenti della stessa’
Altro aspetto fondamentale riguarda la previsione della presenza obbligatoria delle donne nelle giunte degli enti locali siciliani sia comuni che province: “La giunta è composta in modo da garantire la rappresentanza di entrambi i generi. La carica di componente della giunta è compatibile con quella di consigliere”.
La nuova legge predispone che non possono far parte della giunta il coniuge, gli ascendenti ed i discendenti, i parenti e gli affini sino al secondo grado, del sindaco, di altro componente della giunta e dei consiglieri comunali. (continua…)
Leggi tutto sul sito della Rete per la Parità
http://www.reteperlaparita.org/wp/wp-admin/post.php?post=450&action=edit&message=6
Entro il 12 dicembre le domande per il Corso di perfezionamento in pari opportunità e discriminazioni di genere attivato presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università dagli Studi di Milano.
Il Corso è finalizzato a fornire una specifica formazione postlaurea in tema di pari opportunità.
tutte le informazioni e per iscrizioni online www.corsopariopportunita.unimi.it
(continua…)
Decreto legge 12 agosto 2011, n. 1924
“Ulteriori disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria e lo sviluppo”
Una manovra incostituzionale, iniqua, dannosa e che si occupa di sviluppo solo nel titolo
Una manovra che contrasta anziché favorire lo sviluppo
Una serie di modifiche potrebbero favorire lo sviluppo se soltanto si esaminassero le novità da introdurre con un’attenta visione di genere. Innanzitutto evitando di penalizzare le donne, come invece il testo del Governo fa, e, in maniera più generale, favorendo la creazione di posti di lavoro ed evitando di tagliare servizi indispensabili per aumentare l’occupazione femminile, per avvicinare l’Italia ai dati europei ed aumentare il PIL.
Inaccettabile poi che, a fronte di norme definite a sostegno dell’occupazione (art. 8 ) e sul collocamento obbligatorio non si sia introdotta la data certa per le dimissioni.
Così come non solo è un’ingiustizia nei confronti delle donne, ma costituisce l’ennesima mossa miope di un Governo che non ha a cuore lo sviluppo, non aver previsto, insieme con la misura prevista dell’innalzamento dell’età pensionabile delle donne nel privato, che i fondi derivanti siano investiti in servizi per la conciliazione, onde non deprimere ulteriormente l’occupazione femminile. Si tratta del secondo scippo, dopo quello più volte denunciato del tesoretto (4 miliardi di euro), dei risparmi per il precedente innalzamento.
Una manovra incostituzionale
C’è da augurarsi che il Parlamento, in occasione della conversione in legge del decreto legge che ha approvato la manovra elaborata dal Governo possa eliminare o ridurre almeno alcuni dei contenuti più inaccettabili e incostituzionali.
Altrimenti sarà necessario ricorrere alla Corte Costituzionale. (continua…)
di Agnese Canevari
Negli ultimi mesi l’ambito della politica ha subito più di una accelerazione per quanto riguarda la partecipazione delle donne al governo della cosa pubblica. L’irruzione delle donne nello spazio pubblico come soggetto politico portatore di istanze e richieste forti, culminata nelle grandi manifestazioni del 13 febbraio, proseguita poi con l’appuntamento senese di luglio, ha posto con forza la presenza di un “noi” collettivo difficilmente trascurabile, anche in quanto bacino elettorale molto appetibile da parte dei partiti politici. Le ultime elezioni amministrative del maggio 2011 hanno indubbiamente rappresentato un punto importante a favore delle donne nella loro battaglia per una rappresentanza equilibrata e paritaria nei luoghi decisionali della politica. Se consideriamo i sei grandi capoluoghi di Regione in cui si è svolta la tornata elettorale (Torino, Milano, Bologna, Trieste, Napoli e Cagliari), la presenza delle donne negli esecutivi ha avuto un notevole incremento rispettando nel complesso le aspettative paritarie pre-elettorali: se le giunte di Milano, Bologna e Trieste hanno realizzato la piena parità tra donne e uomini (50%), quella di Cagliari ha invece proposto una composizione di giunta con ben il 60% di donne assessore (6 su 10); la giunta di Napoli presenta invece la percentuale minore con il 33,3% di donne assessore (4 donne su 12). Nessuna donna è sindaco, mentre quattro sono le donne vicesindaco (a Milano, Trieste, Bologna e Cagliari). Da sottolineare è anche il peso delle deleghe assegnate alle neoelette assessore, non più soltanto quelle “tradizionalmente” femminili (continua…)
Sorrento 2011: suoni, odori, sapori e colori
Suoni- colori
Mi sveglio al suono delle campane, quelle vere del campanile del Duomo, che svetta nella skyline che dalla finestra appare diversa a seconda delle ore del giorno e della notte.
Segnano le ore, chiamano alla messa e, qualche volta salutano una persona che se ne va.
Il lontano chicchirichì di un gallo mi riporta a ricordi d’infanzia ed è testimone di una campagna sopravvisuta.
Al tramonto, dopo aver ammirato le nuvole tinte di rosa e l’azzurro sfumato del mare che ci unisce, piuttosto che dividerci, da Napoli, aspetto che la luce sparisca e affiorino le luci.
Qualche sera gli scoppi dei fuochi mi tirano fuori dal letto e ammiro la fantasia dei giochi di colore.
Uscendo stamani, dopo la giornata di tempesta di ieri mi appare dopo una curva verso Vico Equense uno spettacolo di una bellezza mai vista: una Sorrento dai colori accesi come quelli delle cartoline di una volta, un mare ancora impreziosito dal merletto di piccole onde bianche verso la riva, che dal color smeraldo passa all’azzurro più intenso.
Odori-sapori
Apro la porta di casa e altri odori di cucina si aggiungono a quelli che già hanno superato la veranda della cucina: melanzane fritte, ragù, pesce fritto. Mi fanno pregustare i piatti della cucina napoletana che qualcuno sta preparando per me nella rosticceria di fronte casa. Mi aspettano gnocchi, pasta al gratin, parmigiana di melanzane, gattò di patate.
La scelta sarà difficile, così come difficile resistere alla tentazione di spostarmi dopo nella vicina pasticceria e trovarmi di fronte la dilemma: babà o cannolo? O delizia al limone?
E stasera pizza o gelato da Davide?
Nel parco raccolgo un piccolo agrume, affondo nella buccia verde l’unghia e gusto l’odore di Sorrento: l’odore dei limoni, degli aranci, delle tante piante di agrumi che qui trovano il clima ideale
Sul sito di Senonoraquando una vasta rassegna della stampa in cartaceo, ma vogliamo segnalarvi quanto pubblica NOI DONNE online: da non perdere il servizio corredato da foto della direttrice Tiziana Bartolini, l’intervento integrale di Linda Laura Sabbadini, direttrice dell’ISTAT e le considerazioni di Rosangela Pesenti.
http://www.noidonne.org/blog.php?ID=02006
Da parte nostra, lanciamo un’idea: parallelamente alla rete dei comitati di SNOQ, che di fatto è già nata, si dovrebbero creare collegamenti tra donne e associazioni che hanno richiamato l’attenzione anche su altre questioni, oltre a quelle del lavoro-maternità- immagine.
Creiamo dei tavoli tematici virtuali, ad esempio sulla questione della rappresentanza, richiamata in vari interventi e di grande attualità sia per le riforme delle leggi elettorali regionali, provinciali e comunali, sia per il lancio del referendum per l’eliminazione del Porcellum.
Per quanto riguarda le Università, a proposito dell’idea della docente di Verona che ha evidenziato l’importanza di mettere in collegamento le Università che si occupano di studi di genere, Aspettare stanca fa parte dell’Associazione Rete per la Parità- www.reteperlaparita.org, Nel Comitato scientifico sono presenti varie Università ed altre stanno per aggiungersi. Pienamente disponibili, immagino, a creare nuove sinergie.
Le italiane e gli italiani, anche i pochi che hanno votato NO, anzi ancora di più quelli, hanno espresso un quinto grande SI:
Alla democrazia diretta
Alla partecipazione delle donne e degli uomini in maniera paritaria
All’equilibrio dei poteri
Contro lo strapotere dei partiti e di un Parlamento di nominati (e con poche donne). (continua…)
Oltre che votare sì la cosa importante è votare!
Assicuratevi che vostri parenti,amici, conoscenti, vicini di casa, ci vadano.
Anche se votassero No, il loro sarebbe comunque un SI al diritto delle cittadine e dei cittadini a dissentire su scelte del Parlamento prese dando priorità al profitto economico (di pochi) a svantaggio della salute e dell’interesse economico di tutti gli altri. (continua…)