Archivio per la categoria ‘Linguaggio sessista’

Parità di genere: intervista a Rosanna Oliva

12 dicembre 2011

Intervista di Sabrina Ferri su

Cosa significa essere donna, nel Terzo Millennio, in un paese come l’Italia? Significa, forse, dare uno sguardo al passato e tornare sui propri passi con fierezza, consapevoli di quanta strada sia già stata fatta. Significa non essere più mero strumento di procreazione e oggetto di sottomissione, ma essere soggetto pensante, capace di muoversi in una fitta rete di diritti e di lottare con forza, determinazione, coraggio.

Oggi ogni donna dovrebbe essere una roccaforte di diritti inviolabili. Nessuna donna, invece, andrebbe lesa nella sua dignità. Eppure, in ogni angolo del mondo, chi è donna si ritrova il più delle volte ad annaspare in un mare di abusi, violenze e discriminazioni come se la sua condizione di donna fosse un errore. Ecco che allora parlare di pari opportunità e parità di genere diventa un’ovvietà, l’ultimo baluardo cui aggrapparsi per non lasciar sfumare quel principio secondo il quale tutti i cittadini sono eguali di fronte alla legge, senza distinzioni di sesso.

Rosanna Oliva, presidente dell’associazione “Rete per la Parità”, fu una delle tante donne “coraggio” che caparbiamente lottò per i diritti delle donne e che ancora oggi si batte per rendere concreto ed effettivo quanto sancito dall’art. 3 della Costituzione. Fu nel 1960 che riuscì a far rimuovere una legge risalente al 1919, che contrastava apertamente con gli articoli 3 e 51 della legge fondamentale dello Stato, e che le aveva impedito di accedere alla carriera prefettizia. La Corte Costituzionale emanò la celebre sentenza n. 33 con la quale sanciva l’illegittimità costituzionale di tutte le norme che avessero creato discriminazioni di genere nell’accesso alle carriere pubbliche.

Da allora sono trascorsi oltre cinquant’anni, tanti i passi in avanti che sono stati fatti, tanti ancora quelli da compiere. Rosanna Oliva ci racconta quello che è stato fatto e quello che c’è ancora da fare in un mondo dove la donna fatica ancora ad affermarsi e dove è spesso costretta a scegliere tra il ruolo di lavoratrice e quello di madre. In un mondo dove l’immagine di donna resa dai media è sempre più un’immagine storpiata, ancorata all’estetica e ad un corpo che vuole essere mostrato ad ogni costo.

Si è tenuta lo scorso 25 novembre la dodicesima edizione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne. Perché oggi la donna è ancora vittima di abusi e violenze sia in ambito domestico che lavorativo? 

In occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne di quest’anno, con un post pubblicato in prima battuta su www.aspettarestanca.wordpress.com, abbiamo denunciato che, in Italia, il taglio dei fondi ai centri di accoglienze, alle Forze dell’Ordine, al Welfare, la crisi economica dei Comuni, hanno aggravato il cosiddetto “femminicidio”, la piaga che provoca centinaia di vittime ogni anno nell’ambito famigliare.

E ancora poco si fa anche contro l’altro fenomeno che vede vittime le donne oggetto di tratta e di riduzione in schiavitù, nonostante sia stato denunciato con forza il 13 febbraio di quest’anno alla prima manifestazione di “Se non ora, quando?” a Roma, in Piazza del Popolo, da Suor Eugenia Bonetti al grido «le donne non sono merci».

Va sostenuto il rifinanziamento dei centri anti violenza e la valorizzazione dei consultori familiari pubblici, primo e indispensabile servizio per le donne che sono in difficoltà, così come occorre aumentare l’attenzione del Governo e del Parlamento sui temi della violenza alle donne: la legge sullo stalking, che costituisce già un primo risultato, deve essere seguita da una legge organica che consideri i tanti aspetti della violenza, come in altri paesi d’Europa.

La presenza di tre donne ministro in settori chiave quali Interno, Giustizia e Welfare  ci fa ben sperare per un cambio deciso di direzione.

A 51 anni dalla celebre sentenza n. 33, cos’è cambiato nel rapporto donne-lavoro? Quali sono state le principali conquiste? Quali gli ostacoli che ancora non si è riusciti ad abbattere?

L’appartenenza delle donne a ruoli tradizionalmente maschili è sicuramente un cambiamento epocale nella società italiana, ma permane il fenomeno che ho definito, parafrasando il titolo di un noto romanzo, “la solitudine dei numeri uno”. Poche donne ai vertici, spesso costrette ad omologarsi per non farsi espellere o isolare.

Insieme con giovani donne e giovani uomini va costruita una maggiore consapevolezza sulla situazione attuale delle donne italiane: ci impegneremo per ridurre in Italia il gap di genere occupazionale, contributivo e rappresentativo nelle carriere e nelle professioni.

Vanno inoltre proposte modifiche alle regole (dalle leggi elettorali alle norme sul cognome dei figli e sui titoli delle cariche pubbliche), ideare nuovi strumenti di diffusione della cultura di genere, organizzare laboratori di sostegno alle scelte professionali e alle carriere.

Il nostro preciso impegno è fare in modo che la “Rete per la Parità” offra una possibilità in più per lavorare con maggiore incisività su questi ambiti a persone, associazioni ed enti che hanno aderito o aderiranno alla Rete per la Parità e per creare e sviluppare sinergie, senza antagonismi, anche con altre meritevoli associazioni e reti impegnate per la parità uomo-donna, in modo da dare maggiore forza ai gruppi di pressione impegnate sui vari obiettivi collegati alla parità.

Continueremo a lavorare per contribuire alla promozione del diritto di ogni persona, donna o uomo, a sviluppare al meglio, in ogni fase della sua vita, in ogni contesto privato o pubblico, le proprie potenzialità, anche a vantaggio della democrazia paritaria e della collettività.

Gender gap e parità di genere. Due termini inconciliabili?

Sono convinta che dal gender gap si possa e si debba passare alla parità di genere. So bene che i tempi sono lunghi: non sono bastati 63 anni dalla Costituzione, 51 dalla sentenza del 1960, e quelli trascorsi dopo le varie direttive europee, che in altri paesi hanno già prodotto effetti rilevanti. Lo abbiamo potuto approfondire a proposito di un tema che sembra limitato e che è stato oggetto del convegno a Cà Foscari il 19 settembre: quello del linguaggio, che in Italia non si è allineato alla realtà sociale politica, che vede le donne presenti da anni in settori e con incarichi in passato monopolio maschile e della mancata trasmissione del cognome ai figli in condizione di parità tra i coniugi.

Parliamo di politica. Severino, Cancellieri, Fornero. Tre donne ministro contro quindici uomini. Sarebbe stato meglio un “cinquanta e cinquanta”?

Sicuramente un Governo “50-50″ sarebbe stato un grande segnale di vero rinnovamento. Lo abbiamo scritto l’11 novembre in una lettera al Presidente della Repubblica, prima ancora che formalizzasse l’incarico a Monti come “donne gentili e rivoluzionarie” riunite all’Aquila.

Abbiamo detto che un Governo paritario sarebbe stato un segnale importante di discontinuità e premessa perché tutte e tutti, di persona o attraverso le rappresentanti e i rappresentanti eletti, si impegnino a superare la difficile fase che il Paese attraversa.

A quella prima richiesta hanno fatto seguito altre, da parte di “Se non ora, quando?”, della Casa Internazionale delle Donne di Roma, della Rete Armida, di “Pari o Dispare” e della stessa “Rete per la Parità”, che se non hanno visto il risultato pieno hanno sicuramente evitato un Governo tutto di uomini come si andava profilando. Comunque sia, l’alta professionalità delle tre ministre e l’importanza degli incarichi loro affidati, in parte rimediano allo scarso numero.

“Rete per la Parità”, associazione della quale Lei è presidente, ha chiesto al Governo Monti tre leggi a costo zero in grado di incidere positivamente sulla situazione delle donne e sullo sviluppo economico del Paese. Quali sono queste tre leggi e perché “a costo zero”?

Legge a costo zero: ”Mai più donne invisibili”.

Norme che eliminino l’anomalia mediatica che mina la nostra democrazia e diano visibilità alle donne vere, anche in occasione delle campagne elettorali (cosiddetta par condicio di genere) e impediscano immagini lesive della dignità delle donne. Obbligo per legge del doppio cognome alle figlie e ai figli (www.reteperlaparita.org/wp/?p=366).

Legge a costo zero: ”Mai più italiane portatrici d’acqua”.

Col termine “Portatrici d’acqua” si allude alle donne presenti nelle liste al solo fine di portare voti ai candidati uomini. Si chiedono norme di garanzia di genere previste e legittimate dagli artt.51 e 117 della Costituzione italiana e dall’art. 23 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, (Nizza – 2000). Misure che prevedano vantaggi specifici a favore del sesso sottorappresentato, applicate a qualsiasi sistema adottato nelle leggi elettorali nazionali, regionali, provinciali e comunali (si veda l’Accordo di azione comune per la democrazia paritaria di “Noi Rete Donne” www.womenews.net/spip3/spip.php?article9356 ).

Legge a costo zero: ”Mai più maternità e paternità penalizzate”.

Una legge che impedisca licenziamenti mascherati da dimissioni, come chiesto con le petizioni della “Rete per la Parità” presentate alla Camera il 30 giugno e al Senato il 6 luglio di quest’anno, che contengono anche le possibili soluzioni tecniche. Allo stato attuale, le lavoratrici e i lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato, e soprattutto le donne, vivono il ricatto dell’assunzione condizionata alla firma di una lettera di dimissioni con data in bianco. Questa delittuosa e diffusa pratica condanna al precariato anche chi ha un contratto a tempo indeterminato ed elimina ogni diritto della lavoratrice e del lavoratore, compresi quelli che tutelano la maternità e la paternità. (www.reteperlaparita.org/wp/?p=306)

Dalla “Rete per la Parità”, che riunisce 16 associazioni e 7 Università che operano a livello nazionale per la parità uomo-donna, è partita la richiesta di 3 Leggi a costo zero con una lettera al Presidente del Consiglio Mario Monti, al Presidente del Senato Renato Schifani, al Presidente della Camera Gianfranco Fini, alle Ministre del Lavoro, Welfare e Pari Opportunità Elsa Fornero, dell’Interno Anna Maria Cancellieri, della Giustizia Paola Severino ed al  Ministro per i Rapporti con il Parlamento Piero Giarda.

Queste tre leggi incidono positivamente sulla situazione delle donne e di conseguenza sullo sviluppo economico del nostro Paese, senza richiedere stanziamenti, ecco perché le abbiamo definite a costo zero. La nostra associazione dall’inizio si è concentrata su questi temi. Azioni positive che non pesano sul bilancio dello Stato, sono di veloce esecuzione e possono contribuire alla parità uomo-donna

Da dove partire e quali obiettivi porsi per raggiungere una demos effettivamente paritaria?

In questi tempi di crisi economica, di tagli ai bilanci pubblici e di sacrifici imposti alle cittadine e ai cittadini, abbiamo lanciato la proposta delle 3 leggi a costo zero per richiamare l’attenzione su iniziative legislative che giacciono in Parlamento e rischiano di essere dimenticate perché non implicano né risparmi né spese, mentre sono importanti per ridurre sia il gap di genere che caratterizza il nostro Paese, sia, con gli effetti indotti, il gap economico nei confronti dell’Europa. (continua…)

La Rete per la Parità chiede TRE LEGGI A COSTO ZERO

30 novembre 2011

 

 

La Rete per la Parità, che riunisce 16 associazioni e 7 Università che operano a livello nazionale per la parità uomo-donna, ha seguito con vivo interesse le vicende che hanno portato al nuovo Governo ed esprime grande soddisfazione per i segnali di effettiva attenzione alla condizione delle donne.

Rete per la Parità chiede 3 Leggi a costo zero con una lettera al Presidente del Consiglio Mario Monti, al Presidente del Senato Renato Schifani, al Presidente della Camera Gianfranco Fini, alle Ministre del Lavoro, Welfare e Pari Opportunità Elsa Fornero, dell’Interno Maria Cancellieri, della Giustizia Paola Severino ed al  Ministro per i Rapporti con il Parlamento Piero Giarda. .

 

Queste tre leggi – afferma Rosa Oliva, Presidente della Rete per la Parità – incidono positivamente sulla situazione delle donne e di conseguenza sullo sviluppo economico del nostro Paese. La nostra associazione dall’inizio si è concentrata su questi temi, peraltro già oggetto di proposte in Parlamento anche di iniziativa popolare. Azioni positive – sottolinea Rosa Oliva – che non pesano sul bilancio dello Stato, sono di veloce esecuzione e possono contribuire alla parità uomo-donna.”

 

Legge a costo zero Mai più donne invisibili (continua…)

Dalla Rete per la Parità il primo notiziario

17 novembre 2011

Diramiano volentieri il primo notiziario della Rete per la Parità, l’associazione di promozione sociale della quale Aspettare stanca è stata promotrice insieme con altre associazioni Rete x la Parità_Nov_2011 copia

(continua…)

Un primo Report del Convegno a Cà Foscari- Venezia

28 settembre 2011

CÀ’ FOSCARI, VENEZIA, LINGUA E IDENTITÀ DI GENERE-

 NOMINARE PER ESISTERE: NOMI E COGNOMI

 

Il Convegno organizzato dal Comitato per le Pari Opportunità dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, con il patrocinio  dall’Assessorato alla cittadinanza delle donne del Comune di Venezia, dall’Ufficio scolastico regionale per il Veneto e dalla provincia di Venezia, si è svolto il 19 settembre, nell’Auditorium Santa Margherita di Venezia.

Dopo i saluti delle autorità, Tiziana Agostini (assessora, Comune di Venezia), Gianna Miola (vice-direttrice USR-Veneto), M. Elena Tomat (presidente CPO – Provincia di Venezia), Lorenzo Tomasin (docente di linguistica italiana e delegato del rettore alla comunicazione), Giuliana Giusti, docente di linguistica e presidente del CPO, ha introdotto i lavori presentando la tesi secondo cui fare riferimento al genere femminile nei nomi di ruolo è di fondamentale importanza per la creazione di identità di genere paritaria e per l’integrazione delle donne nei ruoli più alti di responsabilità e prestigio. “Ritenere che il femminile tolga alle parole una connotazione alta fa male non solo alla lingua italiana, che ha i generi, ma anche alla costruzione dell’identità delle donne.” “Mentre in altri paesi l’uso del femminile ormai non ha eccezioni, – ha aggiunto Giuliana Giusti- si pensi a Angela Merkel che è Cancelliera sia in tedesco che, di riflesso, in italiano, nel nostro Paese si nota addirittura un peggioramento. Le donne nell’attuale Governo si fanno chiamare ministro, così come Susanna Camusso è segretario generale della CGIL ”.

 

I lavori sono proseguiti per l’intera giornata con i contributi di Francesca M. Dovetto, dell’Università Federico II, di Napoli, che ha trattato delle variazioni e persistenze degli stereotipi femminili nel lessico, Cécile Desoutter dell’Università di Bergamo che ha illustrato la legislazione sulla trasmissione del cognome della madre nei paesi di lingua francese, e Maria Pia Ercolini, docente delle scuole superiori, che ha messo a disposizione strumenti per introdurre, dalla scuola dell’infanzia all’università, riflessioni didattiche sulle identità perdute.

Rosanna Oliva ha annunciato che la Rete per la Parità, associazione di promozione sociale per la parità uomo-donna secondo la Costituzione italiana, da lei presieduta, ha in corso azioni per eliminare l’invisibilità delle madri italiane attraverso l’obbligo per legge della trasmissione del doppio cognome alle figlie e ai figli. “Se proseguirà l’inerzia del Parlamento italiano – ha affermato Rosanna Oliva- l’associazione è pronta a ricorsi in via giurisdizionale proseguendo anche a livello comunitario e internazionale nel caso si ripetano sentenze della Corte Costituzionale che, come nel 2006, rimandino al Legislatore la soluzione del problema, pur affermando che si tratta di “tradizione superata” e di una legge da cambiare”.

Nelle sue conclusioni in itinere, Laura Balbo dell’Università di Padova ha messo in luce come le questioni di genere, anche quando esaminate dal punto di vista lessicale, rientrino nel più vasto ambito delle discriminazioni.

 

Alla Tavola rotonda. “Avere nome per avere identità culturale e giuridica” sono intervenute Manuela Romei Pasetti (Presidente Corte d’Appello di Venezia), Luisa Napolitano (Corte d’Appello di Venezia), Annamaria Levorin (Giornalista RAI), Giovanna Pastega (Giornalista, vicepres. CPO Provincia di Venezia), Antonella Barina (Giornalista ANSA), Carla Berto (Dirigente scolastica).

Tutte le partecipanti hanno messo in luce come nella prassi quotidiana l’uso asimmetrico della lingua italiana sia difficile da combattere proprio a causa di resistenze culturali spesso sostenute anche dalle donne che hanno raggiunto ruoli dirigenziali.

Per contrastare il danno alla costruzione di identità di genere provocato da una sostanziale invisibilità delle donne determinata dall’uso non corretto della lingua italiana, è necessario operare azioni sinergiche nell’ambito linguistico, didattico-culturale e normativo. Partendo dalla ricerca linguistica anche comparata, andrebbero organizzati eventi formativi e sollecitate le necessarie modifiche della normativa, degli atti della Pubblica amministrazione e degli ordini professionali. Una parte importante spetta alla comunicazione, e di conseguenza soprattutto alle giornaliste che da tempo si richiamano alle Raccomandazioni per un uso non sessista della lingua italiana di Alma Sabatini.

 

Temi che saranno approfonditi nel prossimo incontro già fissato per il 2-3 febbraio 2012.

 

 

maipiuitalianeinvisibili@gmail.com

www.reteperlaparita.org

cpo@unive.it

http://generelingua.blogspot.com/

 

 

Da Milano

26 settembre 2011

Da Milano una buona notizia:

 

MILANO, DONNE IN GIUNTA E NELLE SOCIETA PARTECIPATE

 

 

Il Sindaco di Milano dopo aver nominato una giunta caratterizzata per metà dalla presenza di assessori donna, ha proseguito con il criterio della competenza e della democrazia paritaria anche per le nomine nelle società pubbliche.

 

Il Sindaco ha nominato Presidente di Milano Ristorazione Spa, che prepara i pasti delle scuole milanesi, Gabriella Iacono, già manager di Gemeaz Cusin Spa, su proposta di gruppi di alimentaristi e come Consigliera di amministrazione Claudia Sorlini, docente universitaria di Microbiologia e componente del Comitato Scientifico di Expo 2015.   

 

Il Sindaco ha poi nominato l’Avvocata Ileana Alesso, su proposta della Associazione Donne Giuriste,  Consigliera di amministrazione della società Milano Immobili e Reti MIR srl, che si occupa della gestione, costruzione o vendita di immobili, di complessi e di impianti industriali.

 

A conclusione della prima tornata di nomine il Sindaco ha designato l’architetta Maria Berrini, Presidente dell’Istituto di Ricerche Ambiente Italia, Amministratrice unica della società Amat srl, l’Agenzia per la Mobilità, l’Ambiente e il Territorio.   

jurisreport – diritto e giustizia news

(ndr abbiamo modificato al femminile titoli e incarichi)

 

——-

E dalla Regione Lombardia, donne in lotta

Mercoledì 28 settembre, ore 11,30 – Conferenza stampa presso il Circolo della Stampa. Corso Venezia 48

 

Associazione Articolo51 Laboratorio di Democrazia Paritaria unitamente all’Associazione Donne In Quota, indice una Conferenza Stampa per la  presentazione, illustrazione e motivazione della decisione di promuovere presso il Consiglio di Stato ricorso contro la sentenza del Tar Lombardia del 4 Febbraio ultimo scorso a impugnazione dei decreti di nomina decisi dal Presidente Formigoni degli Assessori della Giunta che hanno portato la composizione della medesima ad un 15 a 1 intollerabile (15 Assessori uomini, 1 sola donna),violando ogni normativa regionale , nazionale europea in tema di Pari Opportunità.
Riteniamo doverosa ogni forma di lotta per raggiungere la parità di rappresentanza negli organi di governo di Regione Lombardia che risulta essere la maglia nera del riequilibrio di genere tra le Giunte d’Italia.
Alla luce di recenti sentenze che vanno in questa direzione, abbiamo deciso di procedere presso il Consiglio di Stato.

Le Presidenti Angela Ronchini -Ass. Articolo51 Donatella Martini- Donne InQuota

 

Eventi già svolti nelle prime settimane di settembre

25 settembre 2011

Colpisce il fervore delle iniziative in tutto il mese di settembre  (ne possiamo segnalare solo alcune) promosse da associazioni di donne o per presentare libri di donne.

Ricordiamo alcuni degli eventi già svolti:

Il 15 settembre a Roma si è tenuta la Conferenza stampa di presentazione del seminario che si svolgerà il 29 settembre alle ore 16 alla Casa Internazionale delle donne di Roma su REGOLE ELETTORALI E RAPPRESENTANZA DI GENERE”, un tema di grande attualità, anche perché connesso al referendum elettorale abrogativo del porcellum per il quale in questi giorni si sta concludendo la raccolta delle firme.

Se ne parla anche su InGenere:

http://www.ingenere.it/articoli/referendum-elettorale-eppur-si-muove#comments

e su Il paese delle donne

http://www.womenews.net/spip3/spip.php?article9085#forum5113

Il 19 settembre a Venezia il CPO di Ca’Foscari, in collaborazione con Rete per la Parità ha tenuto il Convegno su “Lingua e identità di genere- Nomi e Cognomi”. in cui si sono avvicendate linguiste che hanno approfondito la relazione tra lingua, condivisione della conoscenza, creazione dei ruoli sociali, docenti che conducono studi sui testi scolastici e buone pratiche / progetti fatti a scuola e sono state presentate le iniziative contro l’invisibilità delle madri italiane sulle quali è impegnata la Rete per la Parità.

Il 21 settembre a Milano inaugurata la prima antologica italiana dedicata ad Artemisia Gentileschi, grande artista e protagonista del Seicento europeo, aperta fino al 29 gennaio

 Il 24 settembre è arrivato a Roma il treno delle donne per la Costituzione che dopo un FLASH MOB a Montecitorio e la consegna di un documento al Quirinale, ha visto avvicendarsi nel pomeriggio sul palco di Piazza SS. Apostoli interventi di costituzionaliste e costituzionalisti e di donne rappresentanti di associazioni

http://www.ansa.it/web/notizie/photostory/curiosita/2011/09/24/visualizza_new.html_699237463.html

http://roma.repubblica.it/cronaca/2011/09/24/foto/treno_donne-22172830/1

http://multimedia.lastampa.it/multimedia/in-italia/lstp/82955/

e la domenica che sta per finire ha visto l’entusiastica partecipazione di migliaia di persone di ogni età alla marcia della pace Perugia- Assisi

 

Inizia l’anno (non solo quello scolastico)

13 settembre 2011

Settembre:

 Ci siamo lasciato alle spalle il decimo anniversario dell’undici settembre 2001, una tragedia che ha coinvolto e continua a coinvolgere non soltanto gli USA, e l’allarme per un incidente in una vecchia centrale atomica francese.

Sui luoghi di lavoro, salvo poche eccezioni, la vacanza (per chi se l’è potuta concedere) è ormai un ricordo.

In Italia non ancora si è conclusa la manovra bis e siamo nel pieno delle inchieste che a vario titolo riguardano importanti uomini politici.

Si impone uno sguardo all’anno che ci attende, segnato dall’incertezza economica.

L’anno che inizia a settembre,

  • con la riapertura delle scuole:

http://www.repubblica.it/scuola/2011/09/09/news/ritorno_a_scuola-21433667/

  • e con l’imminente ripresa delle attività nelle Università e associative, ma anche  nei teatri  e nelle sale da concerto.

 

Segnalazioni

Ci sono pervenuti:

 IL DVD Per la mia strada, per la mia strada

film documentario prodotto da Corrente Rosa, regia Emanuela Giordano da un’idea di Serena Romano

e i volumi:

L’attività del Comitato Pari opportunità del CNR dal 1999 al 2010 ww.cpo.cnr.it

Il difficile cammino della democrazia paritaria, un libro di Marilisa D’Amico pubblicato da Giappichelli. Il testo della professoressa D’Amico, docente di diritto costituzionale presso la Statale di Milano, è di grande interesse per chi vuole affrontare, con animo scevro di pregiudizi (di qualsiasi natura essi siano) il tema della parità di accesso e delle cosiddette quote.  Si tratta, infatti, di analisi della normativa ma anche delle politiche e delle principali esperienze europee dove il tema della parità si incrocia, e sembra scontrarsi, con l’uguaglianza e la democrazia. Il volume dedica una parte non piccola ad affrontare senso e uso dei bilanci di genere che, provenienti dalla cultura di genere di scuola anglosassone, stanno entrando anche nel nostro paese come strumenti di governo a tutti gli effetti.

Elisabetta Strickland. Scienziate d’Italia. Diciannove vite per la ricerca.  Donzelli Editore

Una sola donna nella storia italiana è stata insignita del premio Nobel in area scientifica: Rita Levi Montalcini. Tuttavia, un consistente numero di scienziate ha raggiunto negli ultimi centocinquant’anni risultati importanti. In occasione del compleanno italiano, una rinomata matematica racconta le storie di diciannove grandi donne che – dal 1861 a oggi – hanno dedicato la loro vita alla ricerca, collaborando al progresso della scienza, nonostante il ritardo della nostra politica, nonostante le difficoltà oggettive, e in una condizione palese di assenza di pari opportunità rispetto ai loro colleghi maschi.

 

Percorsi di genere femminile. Iacobelli editore -Passeggiata turistico culturale alla scoperta di una Roma delle donne di Maria Pia Ercolini. La prima guida che svela il volto femminile e meno noto di Roma, attraverso gli sguardi delle donne, raccontando la Città eterna come non l’avete mai vista.

Appuntamenti

Settembre

Giovedì 15 settembre ore 12 Roma Casa Internazionale delle donne. Via della Lungara Conferenza stampa di presentazione del seminario del 29 settembre sulle riforme elettorali.

Dalle ore 10,30 possibilità di firmare presso la Casa per il referendum abrogativo del Porcellum (continua…)

Report dell’Assemblea della Rete per la Parità

30 marzo 2011

.

 

Rete per la Parità

Associazione di promozione sociale per la Parità uomo-donna secondo la Costituzione Italiana

 

Assemblea della Rete per la Parità

 

Il 28 marzo, nella sala Mercede della Camera dei deputati, presenti un folto numero di socie e invitat* si è svolta la seconda assemblea dell’associazione di promozione sociale per la parità donna uomo secondo la Costituzione italiana. (continua…)

Prima Convention internazionale delle reti indipendenti di giornaliste con ottica di genere e delle associazioni mediterranee

4 marzo 2011

ROMA, 3, 4,5  marzo

Promotori Associazione Stampa Romana – Dipartimento diritti e pari opportunità

Red Mediterránea Partner internazionale IEMED Barcellona Partner nazionali

FNSI Commissione delle Elette della Provincia di Roma Commissione delle Elette del Comune di Roma Consulta per le pari opportunità della Regione Lazio Casa Internazionale delle Donne

(continua…)

Lettera di “Aspettare stanca” e della “Rete per la Parità”

8 febbraio 2011

Alle/agli esponenti di partito che hanno aderito alla manifestazione del 13 febbraio

e p.c. Alle promotrici della manifestazione

Il movimento delle donne italiane, diventato di nuovo visibile perché mobilitato settimanalmente dal 22 gennaio con le cacerolazo del sabato mattina a Firenze e con il successo della manifestazione del 29 gennaio a Milano, domenica 13 febbraio dimostrerà la sua forza in oltre sessanta piazze d’Italia.

Rifiutiamo distinguo e protagonismi che possono solo togliere forza all’iniziativa, nata dall’appello Se non ora quando? e supportata da tante donne e associazioni.

L’emergenza democratica da anni impedisce all’Italia di allinearsi con le grandi democrazie occidentali e provoca, tra le conseguenze più gravi, la scarsa presenza delle donne nei luoghi decisionali e nel lavoro, che incide negativamente non solo sui destini personali di tutte, ma anche sulla crescita del Paese e sulle possibilità di uscire dalla crisi economica. (continua…)


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